Valley of the Gods, Utah: come visitarla in auto, strada e consigli

La Valley of the Gods è uno dei luoghi dello Utah che conserva ancora una sorprendente sensazione di isolamento. A poca distanza dalla Monument Valley, enormi formazioni di arenaria rossa emergono da una distesa desertica attraversata da circa 27 chilometri di strada sterrata.

Qui non ci sono biglietterie, visitor center o punti panoramici affollati: si entra gratuitamente e si attraversa la valle in completa autonomia, spesso senza incontrare altre automobili per lunghi tratti. Proprio la strada è però l’aspetto da non sottovalutare. Il percorso è interamente sterrato e alcuni attraversamenti dei letti dei torrenti possono presentare buche, rocce e dislivelli anche con terreno asciutto.

Indice dei contenuti

1. Valley of the Gods: perché vale la pena visitarla

La Valley of the Gods viene spesso descritta come una Monument Valley in miniatura.

Il paragone nasce dalle grandi alture e dalle formazioni di arenaria che si innalzano isolate sulla pianura desertica, creando uno dei paesaggi più caratteristici del sud dello Utah. Considerarla soltanto una versione più piccola della Monument Valley, però, sarebbe molto riduttivo. La vera differenza sta soprattutto nel tipo di esperienza.

La Monument Valley è uno dei luoghi più famosi del West americano, con punti panoramici conosciuti in tutto il mondo e un flusso turistico inevitabilmente importante. Alla Valley of the Gods l’ambiente è molto più essenziale: nessuna infrastruttura turistica significativa, pochissime indicazioni e una strada sterrata che attraversa per oltre 27 chilometri un territorio quasi completamente aperto. Non esiste nemmeno un singolo punto panoramico che possa essere considerato “il posto da vedere”, è il percorso nel suo insieme a rendere interessante la visita.

Le formazioni cambiano continuamente aspetto durante la guida, la strada si avvicina alle pareti rocciose per poi tornare negli spazi aperti e le soste avvengono spesso semplicemente perché un determinato scorcio merita qualche minuto in più.

L’ingresso gratuito e la posizione lungo uno degli itinerari più interessanti della San Juan County rendono inoltre la Valley of the Gods particolarmente semplice da abbinare a Moki Dugway, Mexican Hat, Goosenecks State Park e Monument Valley.

2. Dove si trova e come arrivare

La Valley of the Gods si trova nel sud-est dello Utah, nella San Juan County, poco a nord di Mexican Hat. Bluff dista circa 38-40 minuti, mentre la Monument Valley si trova più a sud lungo la US-163.

La strada che attraversa la valle collega due arterie principali:

  • la US-163, sul lato orientale;
  • la UT-261, sul lato occidentale.

L’accesso dalla strada asfaltata è abbastanza semplice da individuare grazie alle indicazioni presenti lungo il percorso, non bisogna però aspettarsi un vero ingresso turistico. Subito dopo aver lasciato l’asfalto compare una piccola area informativa con una bacheca, una cartina del percorso e alcune indicazioni generali. Non ci sono biglietterie, negozi, punti ristoro o strutture dove chiedere informazioni.

Conviene quindi arrivare già preparati, soprattutto per quanto riguarda acqua e carburante, inoltre la copertura telefonica può essere limitata e avere una mappa disponibile offline è una precauzione utile anche se seguire la Valley of the Gods Road è abbastanza semplice.

3. Come visitare la Valley of the Gods

La Valley of the Gods si visita principalmente in automobile percorrendo la Valley of the Gods Road, indicata anche come County Road B242. È una strada sterrata che attraversa completamente la valle collegando la US-163 alla UT-261.

3.1 Ingresso e costo

L’accesso alla Valley of the Gods è gratuito. Non è necessario acquistare un biglietto, prenotare una fascia oraria o utilizzare un pass per i parchi americani.

La zona è gestita dal Bureau of Land Management e conserva una struttura molto più libera rispetto ai National Park o ad altre attrazioni particolarmente frequentate del Southwest. L’assenza di controlli all’ingresso non significa naturalmente che sia possibile uscire liberamente dalle strade o guidare sul terreno desertico. È sempre necessario rispettare le piste esistenti e le indicazioni presenti nell’area.

È consentito anche il campeggio libero in determinate zone già utilizzate in precedenza, seguendo le regole stabilite dal BLM.

3.2 Valley of the Gods Loop

Il percorso completo misura circa 17 miglia, poco più di 27 chilometri. Viene spesso chiamato Valley of the Gods Loop, anche se tecnicamente non è un vero anello: i due estremi della strada si trovano infatti in punti differenti. Entrando dalla US-163 si esce sulla UT-261, oppure viceversa.

Il percorso è completamente sterrato e alterna lunghi tratti pianeggianti a curve, brevi salite e discese e diversi attraversamenti dei wash, i letti dei corsi d’acqua che rimangono asciutti per buona parte dell’anno. L’intero tragitto è panoramico e non è necessario percorrere sentieri per osservare le principali formazioni rocciose. L’auto rimane quindi il mezzo principale per esplorare la valle.

3.3 Da quale direzione conviene percorrerlo

Non esiste una direzione nettamente migliore dal punto di vista paesaggistico, la scelta più logica dipende soprattutto dal resto dell’itinerario.

Arrivando dalla Monument Valley o Mexican Hat conviene generalmente entrare dal lato della US-163 e percorrere la Valley of the Gods verso ovest. In questo modo si esce direttamente sulla UT-261 e ci si trova a pochissima distanza dalla Moki Dugway. Chi arriva invece da Natural Bridges National Monument o dalla zona della Cedar Mesa può fare esattamente il percorso opposto.

La possibilità di utilizzare la Valley of the Gods come collegamento tra due strade è uno dei suoi vantaggi: non è necessario tornare indietro e può essere inserita facilmente all’interno di una giornata dedicata all’esplorazione della zona.

4. Com’è la strada e serve un 4×4?

La condizione della strada è probabilmente l’aspetto più importante da valutare prima di entrare nella Valley of the Gods perché il percorso è completamente sterrato.

Le informazioni ufficiali di Visit Utah indicano che durante i periodi asciutti la strada può essere percorsa normalmente anche dalle comuni berline, occorre però interpretarle con un po’ di prudenza. È vero che gran parte del tracciato è effettivamente abbastanza semplice quando il fondo è asciutto ma i punti più delicati sono alcuni attraversamenti dei letti dei torrenti.

Qui il terreno può diventare molto più irregolare, con buche profonde, rocce affioranti e piccoli gradini che obbligano a procedere lentamente e a scegliere con attenzione la traiettoria. Un SUV non incontra generalmente particolari difficoltà in condizioni normali. Con una berlina, soprattutto se particolarmente bassa, alcuni passaggi possono invece diventare meno piacevoli e aumenta il rischio di toccare il fondo dell’auto.

Il 4×4 non è quindi indispensabile con strada asciutta, ma avere una buona altezza da terra offre sicuramente maggiore tranquillità, un SUV rappresenta probabilmente il compromesso migliore.

Bisogna inoltre ricordare che si tratta di una strada naturale e che le condizioni possono cambiare nel tempo. Una buca può diventare più profonda, un temporale può erodere un attraversamento e un tratto semplice durante una visita può presentarsi in modo diverso qualche settimana dopo. Con pioggia o terreno ancora bagnato la situazione cambia radicalmente. In queste condizioni affrontare il percorso con una normale berlina è decisamente sconsigliabile.

Qui un classico tratto sabbioso su un letto del torrente

5. Quanto tempo serve per visitarla

Percorrere 27 chilometri potrebbe sembrare questione di poco tempo. In realtà per visitare bene la Valley of the Gods è meglio considerare almeno due ore complete.

Le indicazioni ufficiali riportano generalmente un tempo di percorrenza compreso tra una e due ore, ma una visita senza soste chi è che la farebbe mai?

La velocità sulla strada rimane piuttosto bassa. In alcuni punti è necessario rallentare per le condizioni del fondo, mentre in molti altri saranno semplicemente il panorama e le fotografie a richiedere tempo. Il percorso offre continuamente scorci differenti e non esistono soltanto due o tre punti prestabiliti nei quali fermarsi.

Con soste frequenti per fotografie e video, due ore sono una stima molto più realistica, e non è difficile impiegare anche qualcosa in più. La scarsità di traffico poi permette inoltre di vivere il percorso con maggiore calma rispetto ad altre scenic drive molto frequentate, durante una percorrenza completa in pieno agosto, ad esempio, possono anche non essere incrociate macchine.

Naturalmente non significa che il traffico sia sempre così ridotto, ma rende bene l’idea della differenza rispetto alla vicina Monument Valley.

6. Cosa vedere lungo il percorso

La Valley of the Gods non è organizzata come una successione di punti panoramici numerati. Esistono diverse formazioni rocciose riconoscibili e indicate anche nella mappa ufficiale del Bureau of Land Management, ma gran parte del fascino deriva semplicemente dal panorama che cambia chilometro dopo chilometro.

Tra le principali formazioni si trovano:

  • Seven Sailors;
  • Setting Hen Butte;
  • Rooster Butte;
  • Battleship Rock;
  • Castle Butte;
  • Franklin Butte;
  • Pyramid Peak;
  • Lady in the Bathtub.

Alcuni nomi risultano abbastanza intuitivi osservando le rocce dalla giusta prospettiva, mentre altri richiedono parecchia immaginazione. Non è comunque necessario trasformare la visita in una ricerca sistematica di ogni formazione. Il bello del percorso è soprattutto vedere come cambiano dimensioni e prospettiva avvicinandosi alle diverse colline.

Una formazione che sembra lontanissima può dominare completamente il panorama pochi chilometri più avanti. Allo stesso modo, alcuni degli scorci più interessanti non corrispondono necessariamente ai punti indicati sulla cartina. Conviene quindi percorrere la strada lentamente e sfruttare gli ampi spazi disponibili per fermarsi quando il panorama lo merita.

7. Quando andare e cosa succede se piove

La Valley of the Gods può essere visitata durante tutto l’anno, ma primavera e autunno offrono generalmente le condizioni più semplici. Le temperature sono più moderate rispetto ai mesi centrali dell’estate e il rischio di condizioni invernali è ridotto.

In estate bisogna considerare soprattutto due elementi: il caldo e i monsoni. Le temperature possono essere molto elevate e lungo la Valley of the Gods Road non esistono punti ombreggiati attrezzati, fontane o luoghi dove acquistare acqua. È quindi importante partire con una scorta sufficiente.

Il secondo problema è rappresentato dalla pioggia. La strada attraversa numerosi letti di torrenti e il terreno contiene una componente argillosa che può diventare molto scivolosa quando è bagnata. In caso di temporali, inoltre, i letti apparentemente asciutti dei corsi d’acqua possono riempirsi molto rapidamente.

Le condizioni trovate con il sole possono quindi essere completamente diverse dopo un acquazzone. Prima di entrare è utile controllare non soltanto le previsioni per le ore successive, ma anche se abbia piovuto recentemente nella zona. Con terreno bagnato una berlina è da evitare. Anche con SUV e 4×4 è necessario valutare la situazione sul posto: l’assenza di servizi e il traffico ridotto rendono poco sensato assumersi rischi inutili.

Per quanto riguarda la luce, mattina presto e tardo pomeriggio sono i momenti più interessanti per le fotografie, quando il sole basso accentua i colori e le forme delle pareti di arenaria.

8. Valley of the Gods o Monument Valley?

Il confronto tra Valley of the Gods e Monument Valley è inevitabile. Le due aree sono relativamente vicine e condividono un paesaggio dominato da grandi formazioni di arenaria che emergono dalla pianura desertica, l’esperienza, però, è molto diversa.

La Monument Valley offre alcuni dei panorami più iconici degli Stati Uniti ed è profondamente legata alla cultura e alla storia del popolo Navajo. È però anche una destinazione conosciuta in tutto il mondo e la presenza turistica può essere eccessiva.

La Valley of the Gods è molto più essenziale, non ci sono strutture turistiche importanti, biglietti o tour necessari. Si entra con la propria automobile, si percorre una lunga strada sterrata e ci si ferma liberamente negli spazi disponibili. Anche il traffico può essere estremamente ridotto.

Scegliere una delle due significa quindi rinunciare a due esperienze abbastanza differenti. La Monument Valley non viene sostituita dalla Valley of the Gods, e vale anche il contrario. Avendo tempo, la soluzione migliore è inserirle entrambe nell’itinerario: Monument Valley per i panorami iconici e la componente culturale Navajo, Valley of the Gods per il silenzio, l’autonomia e la possibilità di attraversare il deserto quasi senza incontrare altri visitatori.

9. Valley of the Gods, Moki Dugway e cosa vedere nei dintorni

La posizione della Valley of the Gods permette di abbinarla facilmente ad alcune delle strade e dei panorami più interessanti della zona. L’accoppiata più naturale è con la Moki Dugway, uscendo dalla Valley of the Gods sulla UT-261 bastano pochi minuti per raggiungere l’inizio della salita.

La Moki Dugway supera rapidamente il dislivello della Cedar Mesa attraverso una successione di tornanti, molti dei quali sterrati, regalando una prospettiva completamente diversa sulla valle sottostante. Proseguendo verso la parte alta si può raggiungere anche Muley Point, uno dei panorami più ampi della zona, purché le condizioni della strada lo consentano.

A breve distanza si trova inoltre il Goosenecks State Park, conosciuto per le profonde anse scavate dal San Juan River. Verso sud, invece, si raggiungono facilmente Mexican Hat e Monument Valley.

Bluff rappresenta un’altra base molto comoda per esplorare la zona e permette di raggiungere la Valley of the Gods senza dover organizzare lunghi trasferimenti. Con una giornata intera a disposizione è quindi possibile costruire un itinerario che comprenda Valley of the Gods, Moki Dugway e Goosenecks State Park, aggiungendo eventualmente Muley Point. Sono attrazioni molto vicine tra loro ma capaci di mostrare paesaggi completamente differenti.

10. FAQ sulla Valley of the Gods

10.1 Quanto costa visitare la Valley of the Gods?

L’accesso alla Valley of the Gods è gratuito. Non sono necessari biglietti, prenotazioni o pass.

10.2 Quanto è lunga la Valley of the Gods Road?

La strada misura circa 17 miglia, poco più di 27 chilometri, e collega la US-163 alla UT-261.

10.3 Serve un 4×4 per la Valley of the Gods?

Con fondo asciutto il 4×4 non è normalmente indispensabile. Alcuni attraversamenti dei wash possono però essere sconnessi e un SUV o un veicolo con una buona altezza da terra è decisamente più adatto di una berlina bassa.

10.4 Si può percorrere con una berlina?

In condizioni asciutte è possibile, ma dipende dallo stato della strada e dall’altezza da terra dell’auto. In alcuni punti possono esserci buche, rocce e dislivelli. Con pioggia o strada bagnata è sconsigliabile.

10.5 Quanto tempo serve per visitare la Valley of the Gods?

È meglio prevedere almeno due ore per percorrere i 27 chilometri con calma, considerando rallentamenti e soste fotografiche.

10.6 La Valley of the Gods è affollata?

Generalmente è molto meno frequentata della vicina Monument Valley. È possibile percorrere lunghi tratti senza incontrare altre automobili.

10.7 Si può visitare senza tour?

Sì. Il percorso è pensato per essere effettuato autonomamente in self drive e non è necessario partecipare a un tour organizzato.

10.8 È meglio Valley of the Gods o Monument Valley?

Non sono realmente alternative. Monument Valley offre panorami più iconici e una forte componente culturale Navajo; Valley of the Gods è più isolata, libera e adatta a un’esplorazione autonoma. Se il tempo lo permette, vale la pena visitarle entrambe.

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