Il Giappone viene associato soprattutto a treni velocissimi, metropolitane efficienti e una rete di trasporti pubblici che permette di spostarsi facilmente tra le principali città. Per questo motivo, almeno durante un primo viaggio, l’idea di guidare in Giappone può sembrare quasi inutile.
In realtà dipende molto dall’itinerario. Per visitare Tokyo, Kyoto e Osaka l’auto è spesso più un problema che un vantaggio, mentre cambia completamente la situazione quando si esce dalle grandi città e si vogliono raggiungere zone rurali, parchi naturali, piccoli centri o aree dove treni e autobus iniziano a essere meno frequenti.
Noleggiare un’auto in Giappone non è particolarmente complicato, ma ci sono alcune cose da sapere prima della partenza: serve la patente internazionale corretta, si guida a sinistra, le autostrade sono costose e la segnaletica può diventare meno intuitiva allontanandosi dalle zone più turistiche.
Indice dei contenuti
- 1. Conviene guidare in Giappone? Dove l’auto serve davvero
- 2. Patente internazionale per il Giappone: cosa serve agli italiani
- 3. Noleggiare un’auto in Giappone: documenti, assicurazione e ritiro
- 4. Quanto costa guidare in Giappone
- 5. Guidare a sinistra in Giappone: è difficile?
- 6. Regole stradali, limiti e segnali da conoscere
- 7. Autostrade, pedaggi, ETC ed Expressway Pass
- 8. Parcheggiare in Giappone
- 9. Fare benzina e le Michi-no-Eki
- 10. Gli errori da evitare quando si guida in Giappone
- 11. Domande frequenti sulla guida in Giappone
1. Conviene guidare in Giappone? Dove l’auto serve davvero
La prima domanda da porsi non è come noleggiare una macchina, ma se serva davvero e in buona parte degli itinerari classici la risposta è no.
Tokyo, Kyoto e Osaka dispongono di una rete di trasporti pubblici talmente capillare che spostarsi in auto significa spesso aggiungere traffico, parcheggi e pedaggi senza ottenere un vantaggio. Anche affrontare in macchina un percorso come Tokyo-Kyoto ha poco senso: lo Shinkansen è molto più rapido e permette di arrivare direttamente nel centro delle città.
La situazione cambia parecchio nelle aree più rurali. Hokkaido e Okinawa sono probabilmente gli esempi più evidenti, tanto che anche l’Ente Nazionale del Turismo Giapponese indica l’auto come una delle soluzioni migliori per esplorarle. Il noleggio diventa un’opzione interessante anche nelle Alpi giapponesi, in alcune zone del Kyushu e dello Shikoku e negli itinerari che comprendono piccoli villaggi, montagne o aree naturalistiche lontane dalle principali linee ferroviarie. Anche nella zona del Monte Fuji e dei Cinque Laghi una macchina può offrire molta più libertà, soprattutto quando si vogliono unire diversi punti panoramici nella stessa giornata.
Una buona soluzione può essere quindi quella di utilizzare treni e metropolitane per le grandi città e noleggiare l’auto soltanto per alcuni giorni, ritirandola direttamente nella zona da esplorare. Si evitano così le parti più fastidiose della guida urbana e si sfrutta la macchina proprio dove può fare la differenza.
2. Patente internazionale per il Giappone: cosa serve agli italiani
Per guidare in Giappone la sola patente italiana non basta.
Prima della partenza bisogna richiedere la patente internazionale di guida conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949. È importante specificare il modello corretto, perché esiste anche quello previsto dalla Convenzione di Vienna del 1968, che non è quello richiesto per il Giappone.
Il permesso viene rilasciato in Italia dalla Motorizzazione Civile e ha validità di un anno oppure entro i limiti della validità della patente italiana se questa sta per scadere prima dei 12 mesi. La Motorizzazione è sempre la scelta più economica visto che le autoscuole si fanno pagare anche 150€ (prezzi di Roma), conviene muoversi poi con un certo anticipo rispetto alla partenza, senza ridursi agli ultimi giorni.
In Giappone deve essere portato il permesso internazionale cartaceo, non è possibile portare eventuali versioni scannerizzate sullo smartphone.
3. Noleggiare un’auto in Giappone: documenti, assicurazione e ritiro
Noleggiare una macchina in Giappone è piuttosto semplice, le principali compagnie hanno uffici negli aeroporti, vicino alle grandi stazioni ferroviarie e in moltissime città.
Tra gli operatori più diffusi si trovano Toyota Rent a Car, Nippon Rent-A-Car, Nissan Rent a Car e altri grandi marchi nazionali. Come nel resto del mondo, molte compagnie permettono di prenotare direttamente online anche attraverso siti disponibili in inglese.
La maggior parte delle auto a noleggio ha il cambio automatico, cosa che aiuta parecchio durante i primi chilometri perché dovendo già abituarsi alla guida a sinistra, poter dimenticare frizione e cambio manuale rende tutto più semplice. Al momento della prenotazione conviene controllare soprattutto tre elementi: copertura assicurativa, presenza del telepass per i pedaggi (chiamato ETC) e soprattutto la disponibilità di un navigatore per lo meno in lingua inglese.
Anche in Giappone è possibile riconsegnare l’auto in una città diversa da quella di partenza anche se in questo caso può essere richiesto il pagamento di un supplemento. Come sempre, prima di lasciare il parcheggio dell’autonoleggio vale la pena dedicare qualche minuto ai comandi dell’auto e capire quale carburante utilizzare.
4. Quanto costa guidare in Giappone
Il costo dell’auto in sé non è necessariamente proibitivo, sono soprattutto pedaggi e parcheggi a far aumentare rapidamente il conto.
Come riferimento concreto basti pensare che con la Toyota Rent a Car nell’estate 2026 una piccola auto della classe C1 costa da circa 10.340 yen per 24 ore, circa 56 euro. Si tratta naturalmente di una cifra richiesta da una singola compagnia e non di un prezzo valido per tutto il mercato: prenotando con anticipo o utilizzando altri operatori si possono trovare tariffe differenti.
A questo bisogna aggiungere carburante, eventuale assicurazione integrativa, parcheggi e soprattutto autostrade. Per avere un’idea dei prezzi è lo stesso Ente del turismo giapponese che spiega come per il percorso Tokyo-Kyoto, il solo pedaggio può arrivare a circa 10.070 yen, poco più di 54 euro. È un buon esempio del motivo per cui utilizzare l’auto per collegare le principali metropoli non sia necessariamente conveniente.
Chiaramente, dividendo il costo della macchina tra due, tre o quattro persone e utilizzandola soprattutto in zone rurali, il confronto con treni e autobus diventa molto più conveniente. Prima di prenotare conviene quindi considerare il costo complessivo del tratto da percorrere e non fermarsi alla tariffa giornaliera mostrata dall’autonoleggio.
5. Guidare a sinistra in Giappone: è difficile?
In Giappone si guida sul lato sinistro della strada e il volante si trova sulla destra dell’auto. È probabilmente l’aspetto che mette più in soggezione prima di partire ma nella pratica ci si abitua abbastanza velocemente, soprattutto fuori dalle grandi città. Nei primi chilometri serve semplicemente più concentrazione del solito.
Gli incroci e le svolte sono i momenti in cui è più facile tornare istintivamente alle abitudini italiane. Girando a destra bisogna attraversare la carreggiata opposta, mentre nelle svolte a sinistra bisogna rimanere nella corsia più vicina. Un altro piccolo classico dei primi minuti riguarda frecce e tergicristalli: su molte auto giapponesi i comandi sono invertiti rispetto a quelli a cui siamo abituati e può capitare di azionare i tergicristalli mentre si cerca di mettere una freccia.
In compenso il traffico giapponese tende generalmente a essere ordinato e la guida aggressiva è molto meno comune di quanto possa accadere sulle strade italiane. Tolta la confusione iniziale legata al lato della carreggiata, guidare fuori dalle grandi città può diventare persino rilassante.
6. Regole stradali, limiti e segnali da conoscere
Molti segnali stradali giapponesi utilizzano simboli internazionali e sulle arterie principali le indicazioni delle destinazioni sono normalmente riportate anche in caratteri latini.
Questo però non significa che sia sempre facile orientarsi perché nelle zone più rurali, sulle strade secondarie e soprattutto nei parcheggi possono comparire indicazioni esclusivamente in giapponese. Alcuni cartelli hanno forme e simboli differenti da quelli italiani e basta uscire dai percorsi turistici principali per rendersi conto che affidarsi soltanto alla segnaletica non è una grande idea.
Per questo motivo un navigatore è praticamente indispensabile. Google Maps funziona bene nella maggior parte delle situazioni, ma è consigliabile avere una SIM, una eSIM o comunque una connessione dati affidabile. In alternativa molti autonoleggi propongono vetture con navigatore impostabile in inglese. Prima di partire è utile anche scaricare le mappe offline della zona, soprattutto quando l’itinerario attraversa montagne o aree poco popolate.
I limiti di velocità possono sembrare piuttosto bassi rispetto a quelli italiani. Indicativamente, sulle autostrade si incontrano spesso limiti compresi tra 80 e 100 km/h, sulle strade principali intorno ai 50 km/h e nelle vie secondarie anche 30 km/h, salvo diversa segnalazione.Particolare attenzione va riservata al segnale di stop giapponese, un triangolo rosso rovesciato. Ai passaggi a livello bisogna inoltre fermarsi completamente prima di attraversare i binari, anche quando le barriere sono aperte.
Le norme sull’alcol sono molto molto severe. La soluzione più semplice durante un viaggio in auto è non bere affatto prima di mettersi alla guida.
7. Autostrade, pedaggi, ETC ed Expressway Pass
Le autostrade giapponesi sono generalmente in ottime condizioni, ma sono quasi tutte a pagamento e su itinerari lunghi il costo può diventare consistente.
Il sistema più comodo per pagare è l’ETC, Electronic Toll Collection, in questo caso l’auto viene dotata di un dispositivo nel quale si inserisce una carta ETC e il pedaggio viene registrato automaticamente attraversando le corsie dedicate, il classico telepass.
Molte compagnie di autonoleggio permettono di aggiungere una carta ETC alla prenotazione, alla riconsegna della vettura viene poi saldato l’importo complessivo dei pedaggi utilizzati. È un servizio che conviene sfruttare soprattutto se sono previste molte tratte autostradali. Esistono anche ingressi riservati esclusivamente ai veicoli dotati di ETC, quindi averlo evita qualche complicazione.

Attenzione invece alle informazioni presenti ancora su alcune vecchie guide online: il Japan Expressway Pass nazionale non è più in vendita dal dicembre 2023. Esistono però diversi Expressway Pass regionali dedicati ai viaggiatori stranieri, con formule che permettono di utilizzare le autostrade di determinate zone per un periodo stabilito. Prima di acquistare un pass bisogna controllare che sia disponibile nella regione interessata e che la compagnia di autonoleggio scelta aderisca al programma.
8. Parcheggiare in Giappone
Il parcheggio è una delle ragioni principali per cui l’auto diventa poco pratica nelle grandi città. Fuori dalle zone rurali è difficile trovare parcheggi gratuiti e lasciare semplicemente la macchina lungo la strada non è quasi mai una soluzione.
Sono invece molto diffusi i coin parking, piccoli parcheggi automatici spesso presenti anche tra gli edifici delle città. In alcuni casi una piastra si solleva sotto la macchina dopo il parcheggio e si abbassa solamente dopo aver pagato alla cassa automatica.
I sistemi possono cambiare da un parcheggio all’altro e qui torna il problema della lingua: non tutte le istruzioni sono immediatamente comprensibili per chi non conosce il giapponese. Un’app di traduzione con fotocamera può risolvere la situazione in pochi secondi. Quando si sceglie un albergo durante un road trip conviene quindi verificare sempre la disponibilità del parcheggio prima della prenotazione.
9. Fare benzina e le Michi-no-Eki
Le stazioni di servizio sono diffuse in tutto il Paese, ma nelle zone più remote molte non rimangono aperte durante la notte. Quando si affrontano percorsi lontani dalle città è quindi meglio non aspettare di arrivare in riserva.
Le pompe utilizzano colori differenti per identificare il carburante: normalmente rosso per la benzina regular, giallo per quella ad alto numero di ottani e verde per il diesel. A meno che non si sia pagato il servizio ad hoc, le compagnie di autonoleggio chiedono generalmente di restituire il veicolo con il pieno.
Durante un road trip vale poi la pena conoscere le Michi-no-Eki, letteralmente “stazioni della strada”. Sono aree di sosta sparse in tutto il Giappone che spesso comprendono bagni, negozi, ristoranti, informazioni turistiche e prodotti locali.
Non sono semplicemente l’equivalente delle nostre aree di servizio. In alcune zone diventano quasi una piccola attrazione e rappresentano un modo interessante per scoprire prodotti e specialità che difficilmente si incontrerebbero nelle grandi città.
10. Gli errori da evitare quando si guida in Giappone
Guidare in Giappone non è particolarmente difficile, ma partire senza aver controllato alcune cose può trasformare un’esperienza piacevole in una serie di piccole rogne.
Il primo errore è richiedere la patente internazionale sbagliata. Per una patente italiana serve il modello previsto dalla Convenzione di Ginevra del 1949.
Il secondo è noleggiare una macchina per tutto il viaggio anche quando metà dell’itinerario è concentrato tra Tokyo, Kyoto e Osaka. In questi casi conviene quasi sempre combinare treno e auto, limitando il noleggio alle regioni dove serve davvero.
Un altro errore è valutare il costo basandosi soltanto sul prezzo giornaliero dell’auto: autostrade e parcheggi possono incidere parecchio sulla spesa finale.
Meglio inoltre non sottovalutare la navigazione. Anche se sulle strade principali molte destinazioni sono indicate con caratteri latini, un navigatore con mappe aggiornate e connessione dati rende tutto molto più semplice, soprattutto quando si entra in piccoli centri o si percorrono strade rurali.
Infine, nelle prime ore di guida conviene evitare itinerari inutilmente complicati. Ritirare la macchina nel centro di Tokyo e partire subito nel traffico non è probabilmente il modo migliore per prendere confidenza con la guida a sinistra. Quando possibile, è decisamente più comodo raggiungere in treno la regione interessata e noleggiare l’auto direttamente lì.
Con un minimo di preparazione, guidare in Giappone permette però di vedere un lato del Paese completamente diverso da quello delle grandi città e delle linee Shinkansen. È soprattutto lontano dai percorsi più frequentati che l’auto acquista senso: meno vincoli sugli orari, più libertà nelle soste e la possibilità di raggiungere piccoli centri e paesaggi che con i mezzi pubblici richiederebbero molto più tempo.
11. Domande frequenti sulla guida in Giappone
11.1 Si può guidare in Giappone con la patente italiana?
La patente italiana da sola non è sufficiente. Per guidare in Giappone è necessario avere anche il permesso internazionale di guida conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949, da richiedere in Italia prima della partenza. Al momento del noleggio vanno quindi portati patente italiana, permesso internazionale e passaporto.
11.2 È difficile guidare in Giappone per un italiano?
La difficoltà principale è abituarsi alla guida a sinistra e al volante posizionato sulla destra. I primi chilometri richiedono maggiore attenzione, soprattutto negli incroci e nelle svolte, ma fuori dalle grandi città il traffico è generalmente ordinato e dopo un po’ la guida diventa abbastanza naturale.
11.3 Google Maps funziona per guidare in Giappone?
Google Maps funziona bene anche in Giappone ed è una delle soluzioni più semplici per orientarsi in auto. Avere un navigatore è particolarmente importante nelle zone rurali, dove alcuni cartelli e indicazioni possono essere esclusivamente in giapponese. Conviene avere una SIM o eSIM con connessione dati e scaricare anche le mappe offline della zona da attraversare.
11.4 Conviene noleggiare un’auto in Giappone o spostarsi in treno?
Dipende completamente dall’itinerario. Per Tokyo, Kyoto e Osaka i mezzi pubblici sono quasi sempre più comodi, mentre l’auto diventa molto più interessante in zone come Hokkaido, Okinawa, le Alpi giapponesi, alcune aree del Kyushu e dello Shikoku e negli itinerari che attraversano piccoli centri e zone rurali.
11.5 Come si pagano i pedaggi autostradali in Giappone?
Il sistema più comodo è l’ETC, simile al Telepass italiano. Molte compagnie di autonoleggio possono fornire una carta ETC insieme alla macchina: i pedaggi vengono registrati automaticamente e pagati al momento della riconsegna. È comunque bene ricordare che le autostrade giapponesi possono essere piuttosto costose.
