Scozia in estate: clima, cosa vedere e come organizzare il viaggio

L’estate è uno dei periodi più gettonati per organizzare un viaggio in Scozia. Le giornate sono molto lunghe, le temperature diventano gradevoli e anche le zone più remote del Paese sono più semplici da raggiungere. È la stagione ideale per attraversare le Highlands, visitare le isole, camminare lungo la costa e costruire un bell’itinerario on the road senza avere a disposizione soltanto poche ore di luce.

Ovviamente questo non significa però che si troveranno sempre sole e temperature estive. Il clima scozzese resta molto variabile anche tra giugno e agosto. A questo si aggiungono sicuramente i prezzi più alti tipici dell’alta stagione e la maggiore affluenza nelle località più famose.

Prima di prenotare conviene quindi capire quale mese scegliere, quali aree inserire nell’itinerario e quanto tempo dedicare agli spostamenti.

Indice dei contenuti

  1. Scozia in estate: vale la pena partire?
  2. Com’è il clima in Scozia in estate?
    1. Temperature e pioggia
    2. Quante ore di luce ci sono
    3. Le differenze tra Edimburgo, Highlands e isole
  3. Scozia a giugno, luglio o agosto: quale mese scegliere?
    1. Scozia a giugno
    2. Scozia a luglio
    3. Scozia ad agosto
    4. Qual è il mese migliore?
  4. Cosa vedere in Scozia in estate
    1. Edimburgo
    2. Glasgow
    3. Highlands e Glencoe
    4. Isola di Skye
    5. Loch Ness e Inverness
    6. Stirling
    7. St Andrews, Dundee e la costa orientale
    8. Ebridi, Orcadi e Shetland
  5. Itinerario in Scozia di 7, 10 o 14 giorni
  6. Meglio visitare la Scozia in auto o con i mezzi?
  7. Quanto costa un viaggio in Scozia in estate?
  8. Midges in Scozia: quanto sono davvero fastidiosi?
  9. Cosa mettere in valigia per la Scozia in estate
  10. Cosa prenotare in anticipo
  11. Errori da evitare durante un viaggio estivo in Scozia

1. Scozia in estate: vale la pena partire?

La Scozia in estate merita sicuramente il viaggio. Tra giugno e agosto le giornate si allungano parecchio e permettono di organizzare escursioni, visite e spostamenti senza dover rientrare presto. Nelle settimane più vicine al solstizio la luce può accompagnare il viaggio fino a tarda sera.

Il vantaggio principale non riguarda quindi tanto il caldo, che rimane comunque moderato, quanto piuttosto la possibilità di sfruttare la giornata quasi per intero. Questo aspetto fa una grande differenza nelle Highlands e nelle isole, dove una sosta improvvisata lungo la strada o una breve passeggiata possono facilmente allungare i tempi dell’itinerario.

L’estate è anche la stagione in cui traghetti, escursioni e attività turistiche hanno una maggiore frequenza. Molte strutture delle aree rurali sono pienamente operative e alcune zone che nei mesi freddi diventano più complicate da visitare risultano decisamente più accessibili.

La parte meno piacevole è sicuramente legata ai prezzi e all’affollamento. Edimburgo, l’Isola di Skye, Glencoe e alcuni punti delle Highlands possono riempirsi molto rapidamente. Anche trovare un alloggio economico all’ultimo minuto diventa difficile. Chi viaggia in auto deve inoltre mettere in conto strade strette e tempi di percorrenza sicuramente più lunghi nelle località più famose.

2. Com’è il clima in Scozia in estate?

Il clima estivo scozzese è mite, ma non particolarmente caldo. Durante il giorno le temperature si mantengono spesso tra i 15 e i 22 gradi. La sera la situazione cambia: soprattutto nelle Highlands e lungo le coste, l’aria è molto più fresca rispetto alle ore centrali della giornata.

Le temperature, poi, sono solo una parte del meteo. Ciò che incide molto sono il vento, la pioggia e l’umidità, che cambiano di zona in zona. Una giornata con 16 gradi e poco vento può essere anche piacevole, mentre la stessa temperatura sotto la pioggia battente può sembrare decisamente più bassa.

Ormai noi italiani siamo abituati al clima tropicale, ma anche in Scozia non è raro trovare più condizioni meteorologiche nel giro di poche ore. Il cielo può aprirsi rapidamente dopo un acquazzone e richiudersi poco dopo. Per questo conviene evitare programmi con tabelle di marcia troppo serrate, soprattutto quando sono previste escursioni, punti panoramici o attività all’aperto.

2.1 Temperature e pioggia

Giugno, luglio e agosto sono in genere i mesi più miti dell’anno, ma la pioggia rimane una presenza normale in questo Paese. Chiaramente non sempre si tratta di precipitazioni lunghe e continue: spesso, infatti, ci sono acquazzoni brevi alternati a periodi di sole e schiarite.

Bisogna poi specificare che la costa orientale, dove si trovano Edimburgo, Dundee e St Andrews, tende in genere a essere meno piovosa rispetto alle Highlands occidentali e alle Ebridi. Dundee ha la nomea di essere la città più soleggiata della Scozia e noi, che ci abbiamo vissuto, possiamo dire che è vero. Le zone di Glencoe, Fort William e Skye sono invece più esposte alle perturbazioni provenienti dall’Atlantico.

Ciò chiaramente non significa che sulla costa orientale ci sia sempre bel tempo o che a Skye piova ininterrottamente. Serve piuttosto a capire che il clima in Scozia può cambiare parecchio spostandosi da una parte all’altra del Paese.

2.2 Quante ore di luce ci sono

Le ore di luce possono rientrare a pieno titolo tra i principali motivi per scegliere la Scozia in estate. Intorno al solstizio di giugno, a Edimburgo si arriva a circa 17 ore e mezza di luce, mentre nell’estremo nord il cielo non diventa mai completamente buio e Lerwick, nelle Shetland, ha circa quattro ore di luce in più rispetto a Londra.

Le giornate lunghe permettono di gestire l’itinerario con maggiore libertà. Si può arrivare in una località nel tardo pomeriggio e avere ancora diverse ore per visitarla, oppure fermarsi lungo la strada senza il timore di guidare subito al buio. Ciò che non bisogna dimenticare è la chiusura dei ristoranti che, nonostante l’alta stagione, tendono spesso a terminare il servizio prima rispetto alle abitudini italiane.

2.3 Le differenze tra Edimburgo, Highlands e isole

Edimburgo e la costa orientale hanno generalmente un clima meno umido rispetto alla parte occidentale del Paese. Le temperature possono essere abbastanza piacevoli durante il giorno, anche se il vento resta frequente.

Nelle Highlands il tempo è più imprevedibile. Le condizioni cambiano rapidamente e possono essere diverse anche tra due vallate vicine. In montagna la temperatura scende e la visibilità può ridursi in poco tempo.

L’Isola di Skye e le Ebridi sono molto esposte al vento e alla pioggia. Anche in piena estate è normale utilizzare una giacca impermeabile e trovare sentieri fangosi. Le Orcadi si trovano al largo della costa settentrionale della Scozia, oltre il Pentland Firth, mentre le Shetland sono ancora più a nord, in pieno Atlantico settentrionale: entrambe hanno giornate lunghissime, ma sono in genere molto più fresche e ventilate.

3. Scozia a giugno, luglio o agosto: quale mese scegliere?

Non esiste un mese perfetto in assoluto. La scelta dipende dal tipo di viaggio che si vuole fare, dal budget e dall’importanza data al clima, agli eventi o all’affollamento.

Anche durante l’estate le precipitazioni restano frequenti e cambiano parecchio da una zona all’altra. A Edimburgo le medie storiche indicano circa 93 millimetri di pioggia a giugno, 104 a luglio e 120 ad agosto, mentre nella parte occidentale e sulle isole i quantitativi possono essere decisamente superiori.

3.1 Scozia a giugno

Giugno è probabilmente il mese più equilibrato per un viaggio in Scozia. Le giornate raggiungono la massima durata, la natura è molto verde e rigogliosa e molte località non sono state ancora prese d’assalto dai turisti. Qualche attività potrebbe essere ancora chiusa, ma rappresenta un’eccezione.

Chi pensa che a giugno la pioggia non sia un problema farebbe meglio a ripensarci: il vero vantaggio è avere molta luce e una maggiore possibilità di organizzare le giornate con calma.

3.2 Scozia a luglio

Luglio, invece, rappresenta un buon compromesso tra temperature, ore di luce e disponibilità dei servizi. Le giornate sono ancora molto lunghe e il clima può regalare alcune delle fasi più miti dell’anno.

Allo stesso tempo, però, luglio coincide con l’alta stagione. I turisti cominciano a raggiungere il Paese, gli alloggi nelle Highlands e a Skye si riempiono e le strade panoramiche diventano più frequentate.

È un mese adatto a chi vuole alternare città, natura e isole, ma serve prenotare con anticipo per evitare rischi inutili. Luglio è perfetto per un viaggio on the road, per visitare le Highlands e per dedicarsi alle passeggiate. I prezzi chiaramente possono essere già alti, soprattutto nelle località più richieste, ma in genere la pressione sugli alloggi è leggermente inferiore rispetto alle settimane centrali dell’estate.

3.3 Scozia ad agosto

Agosto è il mese degli eventi organizzati, dei festival e della maggiore affluenza in termini di turisti. Edimburgo cambia completamente volto durante il periodo dei festival, con spettacoli, artisti di strada e visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

Per chi è interessato a questa atmosfera, agosto può essere il momento più interessante. Per chi vuole invece visitare la città con calma, può risultare il periodo meno indicato. I prezzi degli alloggi aumentano molto e trovare una sistemazione in posizione comoda diventa complicato.

Anche le Highlands e Skye sono particolarmente frequentate. Le giornate restano lunghe, ma iniziano gradualmente ad accorciarsi rispetto a giugno. Agosto è quindi adatto soprattutto a chi vuole unire il viaggio agli eventi e non ha problemi a muoversi in un periodo molto richiesto.

3.4 Qual è il mese migliore?

Giugno è la scelta migliore per chi cerca giornate lunghissime e un livello di affollamento ancora gestibile. Luglio offre un buon equilibrio per un primo viaggio, soprattutto quando l’itinerario comprende sia le città sia le Highlands. Agosto è indicato per chi considera i festival e gli eventi una parte importante dell’esperienza.

4. Cosa vedere in Scozia in estate

L’estate permette di visitare praticamente ogni area del Paese, ma non tutte possono essere inserite nello stesso viaggio. La scelta deve partire dai giorni disponibili e dal tipo di esperienza cercata.

4.1 Edimburgo

Edimburgo, per via dell’aeroporto, è quasi sempre il punto di partenza di un primo viaggio in Scozia. Il centro storico è molto compatto e si visita bene a piedi, passando dalla Royal Mile al Castello, da Victoria Street fino ai quartieri più eleganti della New Town.

In estate vale la pena approfittare delle giornate lunghe per salire ad Arthur’s Seat o raggiungere Calton Hill verso sera. La città offre anche numerosi musei, pub storici e quartieri meno turistici che permettono di andare oltre le attrazioni più famose. Ad agosto bisogna considerare il grande afflusso legato ai festival che sono molto sentiti dagli scozzesi, è un periodo interessante, ma richiede prenotazioni molto anticipate.

4.2 Glasgow

Glasgow viene troppo spesso sacrificata negli itinerari brevi, ma secondo noi merita almeno una giornata. Ha un carattere molto diverso da Edimburgo, più legato alla musica, all’architettura e alla vita quotidiana e meno da cartolina.

Una delle zone da non perdere è quella della Cattedrale e della Necropoli, il grande cimitero monumentale ottocentesco costruito sulla collina alle sue spalle. La passeggiata tra le tombe e i monumenti offre anche una delle prospettive più particolari sulla città. In alternativa, il Kelvingrove Art Gallery and Museum permette di inserire nell’itinerario uno dei musei più conosciuti della Scozia, con ingresso gratuito.

La città può poi diventare una buona base per proseguire verso Loch Lomond, Glencoe o la costa occidentale. Glasgow resta ben collegata e, in molti casi, offre prezzi più accessibili rispetto a Edimburgo.

4.3 Highlands e Glencoe

Le Highlands rappresentano l’immagine più conosciuta e cruda della Scozia. Vallate, montagne, laghi e strade panoramiche accompagnano gran parte del viaggio verso nord e verso ovest. Una cosa da tenere a mente è che nelle Highlands le distanze ingannano. Sessanta o settanta chilometri possono richiedere molto più tempo del previsto per via delle strade strette o delle soste inattese.

Glencoe è una delle zone più spettacolari e anche una delle più frequentate dai viaggiatori. Attraversarla senza fermarsi avrebbe poco senso: conviene pensarla lasciando tempo per le passeggiate, i punti panoramici e le soste lungo la strada.

4.4 Isola di Skye

Skye è una delle mete più desiderate e una delle più complicate da inserire bene in un itinerario breve. L’isola non va considerata una semplice escursione da poche ore, ma va pianificata veramente con grande attenzione. Per visitarla con un minimo di calma servono almeno due notti, meglio ancora tre.

Il primo punto critico riguarda gli spostamenti. Skye è più grande di quanto possa sembrare e molte strade che conducono ai luoghi principali sono strette, tortuose o a corsia unica, con le apposite piazzole utilizzate per far passare i veicoli provenienti dal senso opposto. Le distanze non sono enormi, ma i tempi si allungano facilmente per il traffico estivo, le soste e la necessità di procedere lentamente.

A questo si aggiungono una disponibilità limitata di alloggi, parcheggi che si riempiono presto e un clima capace di cambiare rapidamente. Costruire una giornata troppo rigida può quindi diventare controproducente: una pioggia intensa o la scarsa visibilità possono rendere poco sensata una passeggiata al Quiraing o all’Old Man of Storr e costringere a rivedere il programma.

Tra i luoghi più conosciuti ci sono il Quiraing, l’Old Man of Storr, Neist Point, le Fairy Pools e la zona di Portree. In estate, per evitare almeno in parte il caos, la scelta migliore è partire al mattino, distribuire le visite su più giornate e lasciare un po’ di margine per il meteo. Anche visite come quella alla distilleria Talisker richiedono una prenotazione anticipata durante i mesi più frequentati.

4.5 Loch Ness e Inverness

Loch Ness è una delle tappe più famose, se non la più famosa, anche se il lago in sé non è necessariamente il paesaggio più spettacolare della Scozia e lascia delusi parecchi visitatori. Diciamo che la visita acquista più senso se viene inserita insieme al Castello di Urquhart, a Inverness o a un itinerario verso le Highlands settentrionali.

Inverness è una città molto piccola, comoda come base e ben posizionata per esplorare la zona. Può essere utile anche per chi vuole proseguire verso la North Coast 500 o raggiungere alcuni castelli e spiagge del nord.

4.6 Stirling

Stirling, situata a nord tra Glasgow ed Edimburgo, è una tappa molto interessante per comprendere la storia scozzese. La città controllava uno dei principali punti di passaggio tra le Highlands e le Lowlands e fu al centro delle guerre d’indipendenza contro l’Inghilterra.

Nei suoi dintorni si combatterono la battaglia di Stirling Bridge, vinta nel 1297 dalle forze guidate da William Wallace e Andrew Moray, e quella di Bannockburn, dove Robert the Bruce ottenne nel 1314 una vittoria decisiva sull’esercito inglese. Il castello, costruito su uno sperone vulcanico, fu inoltre una delle residenze più importanti della monarchia scozzese e ospitò figure come Maria Stuarda.

La sua posizione geografica la rende facile da inserire tra Edimburgo, Glasgow e le Highlands. Può essere visitata in giornata oppure utilizzata come prima tappa di un itinerario in auto.

4.7 St Andrews, Dundee e la costa orientale

La costa orientale viene spesso esclusa, sbagliando, dagli itinerari più classici, ma può offrire una Scozia più tranquilla e meno prevedibile.

St Andrews è conosciuta per l’università, le rovine della cattedrale, il castello e i campi da golf. Il centro è piccolo e curato, con un’atmosfera molto diversa rispetto alle grandi città. Girarla a piedi è semplice e regala sensazioni veramente piacevoli: ci si immerge in un’intimità piuttosto rara.

Dundee viene raramente inserita nei primi viaggi, ma negli ultimi anni ha cambiato radicalmente la propria immagine. Da città degradata, è rinata grazie a grandi interventi urbanistici e sociali. Non è una città che offre moltissimo e non può essere paragonata a Edimburgo, ma non è nemmeno il caso di snobbarla. Il museo V&A Dundee, il lungofiume e il legame con le esplorazioni antartiche offrono diverse cose da fare. Può essere abbinata facilmente a St Andrews o utilizzata come tappa verso l’Aberdeenshire.

Più a nord si trovano piccoli villaggi di pescatori, spiagge e castelli affacciati sul mare. È una parte del Paese adatta a chi vuole allontanarsi dai percorsi più affollati.

Il V&A e la nave Discovery di Dundee

4.8 Ebridi, Orcadi e Shetland

Le isole più lontane richiedono tempo e una pianificazione specifica. Le Ebridi Esterne si sviluppano al largo della costa occidentale e offrono spiagge, paesaggi aperti e una forte identità culturale. Si raggiungono con i traghetti in partenza da porti come Oban, Mallaig, Uig e Ullapool oppure in aereo verso Stornoway e Benbecula.

Le Orcadi si trovano oltre la costa settentrionale della Scozia e sono raggiungibili con traghetti in partenza dall’area di John o’ Groats e Scrabster, oltre che in aereo. La traversata più breve dura poco più di un’ora, ma per raggiungere i porti del nord dalla fascia centrale della Scozia serve comunque una lunga giornata di viaggio.

Le Shetland sono ancora più remote, circa a metà strada tra la Scozia continentale e la Norvegia. Si possono raggiungere in aereo oppure con il traghetto notturno da Aberdeen verso Lerwick, una soluzione che richiede di dedicare almeno una parte consistente dell’itinerario al trasferimento.

Le Ebridi Esterne sono note per le spiagge e la cultura gaelica, le Orcadi per i siti preistorici e le Shetland per il carattere nordico, la fauna e i paesaggi aperti. Non conviene però aggiungerle come estensione improvvisata a un itinerario già pieno: traghetti, voli, pernottamenti e possibili variazioni dovute al meteo richiedono una programmazione autonoma.

5. Itinerario in Scozia di 7, 10 o 14 giorni

Con sette giorni a disposizione è meglio scegliere un itinerario semplice. Una possibilità è dedicare due giorni a Edimburgo e proseguire verso Stirling, Glencoe, Fort William e Loch Ness. Inserire anche Skye è possibile, ma rende il viaggio molto più intenso e lascia poco spazio agli imprevisti.

Dieci giorni permettono di costruire un itinerario più equilibrato. Si possono visitare Edimburgo, la costa orientale oppure Stirling, attraversare le Highlands, raggiungere Inverness e dedicare due o tre giorni a Skye prima di rientrare passando da Glencoe e Glasgow.

Con due settimane diventa possibile aggiungere una zona meno conosciuta, una parte della North Coast 500 oppure un’isola. Anche in questo caso conviene evitare di inserire tutto. La Scozia si presta bene ai viaggi lenti e perde molto quando viene ridotta a una successione di tappe da fotografare in fretta.

Saint Andrews

6. Meglio visitare la Scozia in auto o con i mezzi?

L’auto chiaramente offre molta più libertà nelle Highlands, nelle isole e lungo le strade panoramiche. Permette di raggiungere sentieri, castelli e piccoli villaggi che con i mezzi richiederebbero più tempo o non sarebbero accessibili.

Guidare in Scozia richiede però sicuramente un po’ di adattamento. La circolazione è a sinistra e molte strade rurali sono strette. Nelle Highlands e a Skye sono frequenti le single-track road, strade a una sola corsia utilizzate in entrambi i sensi. Lungo queste strade sono presenti piazzole di scambio che servono a lasciar passare le auto provenienti dalla direzione opposta. Non vanno usate come parcheggi e bisogna prestare attenzione anche ai veicoli che arrivano da dietro.

Da tenere a mente poi che i tempi indicati dai navigatori sono spesso ottimistici: vanno considerate infatti soste, traffico, potenziali animali sulla carreggiata e strade piuttosto lente. Una tratta può facilmente durare molto più del previsto.

Visitare la Scozia senza auto è comunque possibile, ma più complicato. Si tratta di una scelta che andrebbe valutata bene. Edimburgo, Glasgow, Dundee, Stirling e St Andrews sono ben collegate tramite treni e autobus. Esistono inoltre linee ferroviarie panoramiche e numerosi tour giornalieri diretti verso le Highlands, Loch Ness e Glencoe.

Per un viaggio concentrato sulle città e su poche escursioni organizzate, l’auto non è indispensabile. Per un itinerario tra Highlands e isole, resta invece la soluzione più pratica.

7. Quanto costa un viaggio in Scozia in estate?

La Scozia non è una destinazione particolarmente economica, soprattutto nei mesi estivi. Le voci che incidono di più sul budget sono in genere gli alloggi e il noleggio dell’auto.

A Edimburgo i prezzi aumentano molto durante i festival di agosto e la disponibilità è piuttosto limitata. Anche a Skye e nelle Highlands occidentali le sistemazioni possono costare parecchio, non tanto per il lusso quanto per i pochi posti letto disponibili.

Prenotare con largo anticipo è il modo più efficace per contenere le spese perché, come spesso accade, aspettare le ultime settimane raramente porta a offerte migliori nelle zone più richieste. Per risparmiare si possono scegliere località leggermente fuori dai centri principali, evitare di cambiare hotel ogni notte e alternare pub, ristoranti e pasti acquistati nei supermercati.

Il costo finale dipende molto dallo stile del viaggio, ma in estate conviene partire con l’idea che alloggi, voli, auto e ristorazione avranno prezzi più alti rispetto a molte destinazioni dell’Europa continentale.

8. Midges in Scozia: quanto sono davvero fastidiosi?

I midges sono piccoli insetti presenti soprattutto nelle zone umide della Scozia. Sono molto più piccoli delle zanzare e possono diventare fastidiosi quando ti assaltano in gruppi di decine e decine di esemplari. Si incontrano soprattutto nelle Highlands occidentali, vicino ai laghi, nelle aree paludose e nelle zone poco ventilate. Sono più attivi all’alba, al tramonto e durante le giornate umide e senza vento.

La loro presenza aumenta generalmente tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno, con una maggiore attività in estate. Non sono però presenti ovunque e in ogni momento. Il vento, il sole intenso e le temperature più basse tendono a ridurne l’attività.

Un repellente adatto, indumenti lunghi e una rete per il viso possono essere utili durante il campeggio o nelle aree più esposte. Conviene anche evitare di lasciare aperte porte e finestre quando ci si ferma in zone umide al tramonto.

9. Cosa mettere in valigia per la Scozia in estate

La scelta più pratica in Scozia è vestirsi a strati. Una maglia leggera, un pile e una giacca impermeabile permettono di adattarsi ai cambiamenti del tempo senza portare abbigliamento eccessivamente pesante.

La giacca dovrebbe proteggere anche dal vento. Un semplice ombrello può servire, a volte, in città, ma nelle Highlands diventa praticamente inutile a causa delle forti raffiche. Le scarpe, come raccomandiamo sempre, devono avere una buona suola ed essere almeno resistenti all’acqua. Anche senza fare trekking impegnativi, molti sentieri possono essere bagnati o fangosi.

Conviene poi avere nello zaino un ricambio asciutto, soprattutto durante le escursioni, insieme a un repellente per i midges e a una protezione solare. Il sole può sembrare debole, ma nelle giornate limpide e ventose è facile sottovalutarlo.

10. Cosa prenotare in anticipo

In estate è consigliabile prenotare per prima cosa il volo e gli alloggi nelle Highlands, a Skye e nelle isole. La disponibilità è inferiore rispetto alle città e le strutture migliori si riempiono rapidamente.

Anche il noleggio dell’auto andrebbe bloccato con anticipo, soprattutto quando servono il cambio automatico o un veicolo di una categoria specifica. I traghetti richiedono attenzione quando si viaggia con l’auto: presentarsi senza prenotazione può essere rischioso nelle tratte più frequentate.

A Edimburgo conviene invece acquistare in anticipo gli ingressi alle attrazioni principali e, ad agosto, anche gli spettacoli o gli eventi considerati imperdibili. Alcuni treni panoramici e tour delle Highlands possono esaurire i posti durante l’alta stagione.

11. Errori da evitare durante un viaggio estivo in Scozia

L’errore più comune è provare a vedere troppo. Inserire Edimburgo, Glasgow, Skye, Loch Ness, la North Coast 500 e le isole in una sola settimana significherebbe passare gran parte del tempo in auto. Skye viene spesso trattata come una tappa veloce, ma per visitarla bene servono almeno due giornate e lo stesso vale per le zone più remote del nord.

Un altro errore è partire senza un abbigliamento impermeabile pensando che, essendo estate, le temperature saranno sempre alte. In Scozia il meteo, come visto, può cambiare rapidamente anche a luglio. Infine, non conviene costruire il programma sulla base di previsioni troppo lontane. Il meteo scozzese è variabile e diventa più utile controllarlo giorno per giorno, mantenendo sempre una certa flessibilità.

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