Organizzare un viaggio in Scozia in 7 giorni significa fare delle scelte. Una settimana è sufficiente per vedere alcune delle zone più belle del paese, ma non abbastanza per inserire tutto senza trasformare il viaggio in una corsa continua da una tappa all’altra. La Scozia sembra piccola sulla mappa, ma le distanze si percepiscono in modo diverso rispetto all’Italia.
Questo itinerario è pensato per un primo viaggio in Scozia di una settimana, con partenza e rientro da Edimburgo, noleggio auto e pernottamenti distribuiti lungo il percorso. L’idea non è vedere il maggior numero possibile di luoghi, ma costruire un itinerario realistico e sensato, capace di unire città, borghi, castelli, costa orientale, Highlands, Loch Ness, Glencoe e Glasgow.
Dopo aver vissuto un anno in Scozia, a Dundee, e aver visitato diverse località del paese, penso che uno degli errori più frequenti sia concentrare l’attenzione soltanto su Edimburgo, Loch Ness e isola di Skye. Sono luoghi importanti, certo, ma la Scozia non è solo questo. In una settimana ha molto più senso costruire un percorso equilibrato, alternando città, paesaggi naturali, castelli e zone meno scontate, senza passare ogni giornata quasi interamente in auto.
Questo itinerario non include l’isola di Skye nel percorso principale. Non perché non meriti, ma perché inserirla in 7 giorni insieme a Edimburgo, costa orientale, Highlands, Glencoe e Glasgow renderebbe il viaggio troppo compresso. Alla fine dell’articolo trovi comunque una variante per modificare il percorso e inserire Skye, nel caso in cui sia una priorità assoluta.
Indice dei contenuti
- Scozia in 7 giorni: itinerario, chilometri e pernottamenti in breve
- Come organizzare un itinerario di una settimana in Scozia
- Giorno 1 – Edimburgo
- Giorno 2 – Da Edimburgo a Dundee passando per East Neuk e St Andrews
- Giorno 3 – Dundee, Stonehaven e Dunnottar Castle
- Giorno 4 – Dalla costa ai Cairngorms passando per Braemar
- Giorno 5 – Inverness e Loch Ness
- Giorno 6 – Da Loch Ness a Glencoe e Loch Lomond
- Giorno 7 – Glasgow, Stirling o rientro a Edimburgo
- Come modificare l’itinerario
1. Scozia in 7 giorni: itinerario, chilometri e pernottamenti in breve
L’itinerario segue un percorso ad anello con partenza e rientro da Edimburgo. La prima parte è dedicata alla Scozia orientale, con Edimburgo, il Fife, St Andrews, Dundee e Dunnottar Castle. Poi si entra progressivamente verso l’interno, attraversando i Cairngorms e raggiungendo Inverness e Loch Ness. Gli ultimi giorni sono dedicati a Fort Augustus, Glencoe, Loch Lomond, Glasgow e al rientro finale.
Una possibile distribuzione delle tappe è questa:
| Giorno | Percorso | Pernottamento consigliato |
|---|---|---|
| Giorno 1 | Edimburgo | Edimburgo |
| Giorno 2 | Edimburgo, East Neuk, St Andrews, Dundee | Dundee |
| Giorno 3 | Dundee, Stonehaven, Dunnottar Castle | Stonehaven, Aberdeen o Dundee |
| Giorno 4 | Cairngorms, Braemar, Pitlochry o Aviemore | Pitlochry o Aviemore |
| Giorno 5 | Inverness, Loch Ness, Fort Augustus | Inverness o Fort Augustus |
| Giorno 6 | Fort William, Glencoe, Loch Lomond | Glasgow, Stirling o dintorni di Loch Lomond |
| Giorno 7 | Glasgow, Stirling o rientro a Edimburgo | Edimburgo o partenza |
Il percorso è adatto a chi vuole vedere diverse anime della Scozia senza limitarsi alle tappe più turistiche. Richiede comunque una buona disponibilità a guidare, perché quasi ogni giorno prevede uno spostamento. Non è un itinerario da fare con ritmi lentissimi, ma nemmeno un viaggio costruito solo per mettere bandierine sulla mappa.
Il punto più delicato è il sesto giorno, quello tra Loch Ness, Glencoe e l’area di Glasgow o Stirling. È una giornata molto bella, ma anche intensa. Per alleggerirla conviene scegliere bene dove dormire la notte precedente: Inverness è più comoda per visitare la città, Fort Augustus è più strategica per partire già vicini alla parte sud del Loch Ness.
Se hai solo 7 giorni compresi i voli, dovrai probabilmente tagliare qualcosa. In quel caso, il modo più semplice per rendere il viaggio più leggero è ridurre il tempo a Edimburgo, eliminare Glasgow oppure evitare la deviazione verso Dunnottar Castle e concentrarti su Fife, Highlands e Glencoe.
2. Come organizzare un itinerario di una settimana in Scozia
2.1 Sette giorni pieni o voli compresi?
Prima di definire le tappe, bisogna chiarire un punto fondamentale: quando si parla di Scozia in 7 giorni, si intendono sette giorni pieni o una settimana comprensiva di voli? La differenza cambia molto.
Se si arriva a Edimburgo nel pomeriggio del primo giorno e si riparte la mattina del settimo, non si hanno davvero sette giorni a disposizione. Sono circa cinque giorni pieni, più due mezze giornate. In questo caso l’itinerario va semplificato, altrimenti rischia di diventare troppo faticoso. Se invece si può contare su sette giornate effettive, il percorso proposto in questo articolo è molto più realistico.
2.2 Quando ritirare l’auto e la guida in Scozia
Per un viaggio di questo tipo l’auto è indispensabile. Alcune città, come Edimburgo, Glasgow, Dundee e St Andrews, si possono raggiungere anche con i mezzi pubblici, ma appena si entra nelle Highlands o si vogliono visitare castelli, villaggi costieri e punti panoramici, l’auto è necessaria. Il consiglio è di non ritirarla il primo giorno se si prevede di restare a Edimburgo: in città non serve, i parcheggi possono essere costosi e guidare subito nel centro urbano, magari appena arrivati, non è il modo migliore per iniziare il viaggio.
Meglio visitare Edimburgo a piedi e ritirare l’auto la mattina del secondo giorno, quando inizia il vero itinerario on the road. In questo modo risparmi una giornata di noleggio e ti eviti il problema del parcheggio notturno.
Guidare in Scozia richiede un po’ di attenzione, soprattutto perché si guida a sinistra. All’inizio bisogna concentrarsi nelle rotonde, negli incroci e quando si riparte dopo una sosta. Dopo qualche ora ci si abitua, ma è meglio non programmare subito una giornata troppo lunga. Anche le strade, soprattutto in alcune zone rurali e panoramiche, possono essere strette o più lente di quanto sembri osservando soltanto Google Maps.
Per questo motivo, quando si organizzano le giornate, non va considerato solo il tempo di guida indicato dal navigatore. Va aggiunto sempre margine per le soste fotografiche, il pranzo, il meteo e la visita dei luoghi principali. In Scozia è molto facile fermarsi “solo cinque minuti” e ripartire poi mezz’ora dopo.
Per quanto riguarda le prenotazioni, in alta stagione conviene muoversi in anticipo soprattutto per gli alloggi, il noleggio auto e alcune attrazioni molto visitate. Edimburgo, le Highlands, l’area di Loch Ness e le località vicine ai parchi naturali possono diventare care nei mesi estivi. Se viaggi tra luglio e agosto, meglio non improvvisare troppo con le notti.
3. Giorno 1 – Edimburgo
Il primo giorno è dedicato alla scoperta di Edimburgo, la città migliore da cui iniziare un viaggio in Scozia. Anche se una giornata non basta per vederla in modo approfondito, è sufficiente per entrare nell’atmosfera del paese e visitare i luoghi principali del centro storico.
Se si arriva in città la sera precedente, si può dedicare l’intera giornata a Edimburgo senza fretta. Se invece il primo giorno coincide con l’arrivo del volo, si dovrà necessariamente adattare il programma all’orario di atterraggio e concentrarsi soltanto sulla zona centrale del castello.
L’itinerario può iniziare dalla Old Town, il cuore più antico della città. La Royal Mile collega il Castello di Edimburgo al Palace of Holyroodhouse ed è uno dei percorsi più scenografici della capitale. Lungo la strada si incontrano vicoli, cortili, edifici storici, negozi di tartan, pub e scorci che raccontano molto bene l’immagine più classica della Scozia.
Il Castello di Edimburgo merita sicuramente una visita, ma va considerato con attenzione in base al tempo disponibile. Se si ha un solo giorno pieno, entrare nel castello può occupare diverse ore. Se si preferisce un itinerario più dinamico, ci si può anche limitare alla vista esterna, alla spianata e alla passeggiata lungo la Royal Mile, lasciando più spazio al resto della città.
Dalla Old Town puoi scendere verso Victoria Street, una delle vie più fotografate di Edimburgo, e poi proseguire verso Grassmarket. Questa zona è perfetta per una pausa, soprattutto per alternare monumenti e vita quotidiana. Da qui si può risalire verso Greyfriars Kirkyard e il National Museum of Scotland, che può essere anche un’ottima alternativa in caso di pioggia.
Nel pomeriggio ci si può spostare verso la New Town, la parte georgiana della città, molto diversa dalla Old Town ma altrettanto interessante. Princes Street Gardens offre una bella vista sul castello, mentre George Street e le vie circostanti mostrano il volto più elegante e ordinato di Edimburgo.
Se il meteo è buono e le energie non mancano, si può concludere la giornata salendo a Calton Hill. È uno dei punti panoramici più semplici da raggiungere e permette di vedere la città dall’alto senza affrontare una camminata troppo lunga. Arthur’s Seat è un’altra possibilità, più impegnativa e più naturale, ma con una sola giornata a disposizione richiede una scelta.
3.1 Dove dormire a Edimburgo
Per la notte conviene dormire a Edimburgo. Se il giorno successivo è previsto il ritiro dell’auto, può essere comodo scegliere una zona ben collegata al centro e all’ufficio di noleggio, evitando hotel con parcheggio costoso o difficili da raggiungere.
4. Giorno 2 – Da Edimburgo a Dundee passando per East Neuk e St Andrews
Il secondo giorno inizia il vero viaggio on the road. Dopo aver ritirato l’auto, si lascia Edimburgo in direzione nord, attraversando il Forth Road Bridge o il Queensferry Crossing. Prima di proseguire, vale la pena fermarsi a South Queensferry per osservare il Forth Bridge, uno dei ponti in acciaio più iconici della Scozia.
Da qui si entra nel Fife, una zona spesso sottovalutata nei primi viaggi in Scozia. Molti itinerari puntano subito verso le Highlands, ma questa parte della costa orientale permette di vedere un lato diverso del paese: villaggi di pescatori, piccoli porti, case in pietra, spiagge ventose e località molto più tranquille rispetto a Edimburgo.

Lungo l’East Neuk puoi scegliere una o due soste senza voler vedere tutto. Anstruther, Crail e Pittenweem sono tra i paesi più interessanti, ma il senso della giornata non deve essere quello di spostarsi continuamente da un paese all’altro. Meglio fermarsi con calma, passeggiare sul porto, prendere qualcosa da mangiare e poi proseguire verso la meravigliosa St Andrews.
St Andrews è una delle tappe più belle della costa orientale scozzese. È conosciuta per l’università e il clima molto giovanile, per il golf e per le rovine della cattedrale, ma la sua forza è l’atmosfera complessiva: elegante, storica, raccolta, affacciata sul mare e molto diversa dalle città più grandi. Con mezza giornata puoi vedere le rovine della St Andrews Cathedral, il castello, il centro storico, l’area dell’università e la zona dell’Old Course, anche se non si è appassionati di golf.
Il tempo da dedicare a St Andrews dipende molto dal ritmo del viaggio. Se parti presto da Edimburgo e fai solo una sosta lungo l’East Neuk, puoi arrivare a St Andrews entro tarda mattinata e fermarti alcune ore. Se invece ti attardi lungo la costa, rischi di visitarla troppo velocemente. Per questo motivo conviene scegliere prima quali soste fare e quali lasciare eventualmente a un viaggio futuro.
Nel tardo pomeriggio si può raggiungere Dundee dopo appena 22 km e 30 minuti di macchina, dove dormire. Dundee è una città che molti itinerari ignorano o attraversano rapidamente, ma può avere senso inserirla proprio perché si trova in una posizione strategica tra St Andrews, la costa e la strada verso nord. Non è una città “da cartolina” come Edimburgo, ma ha un’identità precisa, un waterfront riqualificato e una dimensione molto autentica.
Dormire a Dundee permette di chiudere la giornata senza dover proseguire troppo e di dedicare la mattina successiva a una breve visita della città prima di continuare verso Stonehaven e Dunnottar Castle.
5. Giorno 3 – Dundee, Stonehaven e Dunnottar Castle
Il terzo giorno parte da Dundee. Se la notte è stata in città o nelle sue vicinanze, la mattina può essere dedicata a una visita non troppo lunga della città. Non serve inserirla come se fosse una tappa monumentale da grande capitale: Dundee va vissuta per quello che è, una città universitaria e portuale, con un passato industriale, un waterfront moderno e una posizione interessante lungo la costa orientale.
Il punto più immediato da vedere è il waterfront, dove si trova il V&A Dundee, l’edificio contemporaneo diventato uno dei simboli della trasformazione della città. Anche senza visitare il museo, l’area merita una passeggiata, soprattutto per il fiume Tay e per la vista sul Tay Road Bridge. Poco distante si trova la RRS Discovery, la nave legata alle spedizioni antartiche a cui gli scozzesi sono molto legati.
Se si vuole vedere Dundee dall’alto, basta salire verso The Law, la collina che domina la città. Da qui si capisce meglio la posizione di Dundee: il fiume, i ponti, l’espansione urbana e il rapporto con il paesaggio circostante. È una sosta semplice, ma utile per dare senso alla città.
Dopo la visita è tempo di mettersi in macchina e proseguire verso nord lungo la costa. La destinazione principale della giornata è Dunnottar Castle, vicino a Stonehaven. I chilometri da percorrere sono 80 e per farlo ci vuole circa 1h. È uno dei castelli più scenografici della Scozia, non tanto per gli interni quanto per la posizione: le rovine si trovano su uno sperone roccioso affacciato sul mare, in un contesto naturale molto suggestivo.

La visita a Dunnottar richiede più tempo di quanto si potrebbe pensare. Bisogna considerare il parcheggio, la camminata, le foto panoramiche e l’eventuale ingresso al castello. Anche solo vederlo dall’esterno può valere la deviazione, ma se si è arrivati fin qui conviene prendersi il tempo necessario per godersi il luogo senza fretta.
Stonehaven, che si può raggiungere con una bella passeggiata dal castello, può essere una buona sosta per pranzo o per una passeggiata sul porto. Non serve dedicarle mezza giornata, ma è una base piacevole e più tranquilla rispetto ad Aberdeen. A questo punto le possibilità sono due: dormire in zona Stonehaven oppure dormire ad Aberdeen, distante 30 km, o rientrare verso Dundee se si preferisce evitare di cambiare hotel troppe volte con l’inconveniente di percorrere nuovamente 80 km di strada.
Dal punto di vista dell’itinerario, dormire più a nord è più efficiente, perché avvicina alla tappa del giorno successivo verso i Cairngorms. La scelta dipende da quanto vuoi rendere dinamico il viaggio.
6. Giorno 4 – Dalla costa ai Cairngorms passando per Braemar
Il quarto giorno segna il passaggio dalla costa orientale all’interno della Scozia. È una delle giornate più interessanti dell’itinerario perché il paesaggio cambia progressivamente: si lasciano il mare e le città per entrare in un ambiente più montano, fatto di valli, strade panoramiche, brughiere e piccoli centri immersi nel verde.
La direzione è quella del Cairngorms National Park, uno dei grandi parchi nazionali della Scozia. Non bisogna immaginarlo come un luogo da visitare in poche ore con un ingresso preciso: è un’area molto vasta, attraversata da strade, villaggi, castelli, sentieri e paesaggi naturali. In un itinerario di 7 giorni non si può esplorare in lungo e in largo, ma si può attraversare scegliendo alcune soste mirate.

Una delle tappe più logiche è Braemar, villaggio situato in una posizione strategica lungo il percorso. È un buon punto per fermarsi, fare una pausa e iniziare a percepire il cambio di atmosfera rispetto alla costa. Nelle vicinanze si trova anche Balmoral, una residenza reale scozzese, che può essere inserita nel programma se compatibile con tempi, aperture e interessi personali.
Il rischio di questa giornata è voler aggiungere troppe deviazioni. I Cairngorms sono belli proprio perché invitano a prendersela con calma, fermarsi e osservare il paesaggio. Se trasformi il giorno 4 in una lista di castelli, villaggi e punti panoramici, si arriverà la sera stanchi e con la sensazione di aver attraversato tutto senza aver visto davvero nulla.
Per dormire, le opzioni più sensate sono Pitlochry o Aviemore. Pitlochry è più comoda se si vuole mantenere il percorso leggermente più comodo e avvicinarsi poi con calma verso le Highlands centrali. Il giorno dopo i chilometri da percorrere saranno circa 140.
Scegliendo Aviemore che è invece più a nord, i chilometri da fare subito sono di più: circa 170 km dal castello di Balmoral, però il giorno dopo raggiungere Inverness è più comodo, i chilometri saranno solo 47.
Se dovesse piovere, questa giornata può essere adattata riducendo le soste panoramiche e dando più spazio ai villaggi o magari a una distilleria. La Scozia va organizzata sempre con una certa flessibilità: non ha senso costruire un itinerario che funzioni soltanto con il sole.
7. Giorno 5 – Inverness e Loch Ness
Il quinto giorno porta verso Inverness e il lago di Loch Ness, due nomi che praticamente tutti associano immediatamente a un viaggio in Scozia. La giornata può essere organizzata in modi diversi a seconda di dove si è passata la notte e di quanto si vuole dedicare alla città.
Inverness è considerata spesso la porta delle Highlands. Non è sicuramente una città spettacolare come Edimburgo, ma ha una posizione strategica e può essere una buona tappa per spezzare il viaggio. Il centro si visita abbastanza rapidamente e non richiede di per sé molto tempo: una passeggiata lungo il fiume Ness, il castello visto dall’esterno, alcune vie centrali e una pausa in città possono essere più che sufficienti se il tempo a disposizione è poco.

La parte più attesa della giornata è naturalmente Loch Ness. Il lago non ha nulla di eccezionale, è molto lungo e non va immaginato come un singolo punto panoramico. Lungo le sue sponde ci sono diverse località e soste possibili, ma la più famosa è sicuramente Urquhart Castle. Il castello si trova in posizione panoramica sul lago e rappresenta una delle visite più classiche della zona.
Anche qui bisogna essere realistici: Loch Ness è celebre, ma non è necessariamente il paesaggio più spettacolare di tutta la Scozia. Vale la pena inserirlo perché si trova lungo un percorso logico e perché fa parte dell’immaginario del paese, ma non costruirei mai l’intero viaggio intorno a questa tappa. Il suo ruolo migliore, in questo itinerario, è quello di collegare le Highlands orientali alla discesa verso Fort Augustus, Fort William e Glencoe.
Fort Augustus, all’estremità meridionale del Loch Ness, è una località che sembra uscita da un film, è molto utile per ragioni pratiche. Fermarsi qui, o almeno attraversarla, permette di spezzare meglio il percorso e ridurre la tappa del giorno successivo. Se si dorme a Inverness, il sesto giorno sarà più lungo; se invece si dorme a Fort Augustus, il giorno dopo si partirà da una posizione più favorevole per raggiungere Fort William e Glencoe.
La scelta del pernottamento è quindi piuttosto importante. Inverness è più comoda per servizi, ristoranti e gli hotel, Fort Augustus è molto più strategica per l’itinerario.
8. Giorno 6 – Da Loch Ness a Glencoe e Loch Lomond
Il sesto giorno è probabilmente il più scenografico dell’intero itinerario, ma anche uno dei più delicati da organizzare. Il percorso scende da Loch Ness verso Fort William, attraversa l’area di Glencoe e prosegue poi verso Loch Lomond, Glasgow o Stirling, a seconda di dove si decide di dormire.
La prima parte della giornata può includere Fort Augustus e il tratto verso Fort William. Lungo la strada il paesaggio cambia ancora una volta, ci si troverà davanti a laghi, vallate, montagne e strade panoramiche. Prima di arrivare a Fort William, una possibile sosta è il Commando Memorial, il monumento dedicato alle forze speciali britanniche, da cui si apre una vista molto bella sulle montagne circostanti.
Fort William è una base importante per molte escursioni nelle Highlands, ma in questo itinerario è soprattutto una tappa di passaggio. Non è necessario fermarsi a lungo, a meno che non si voglia modificare il percorso e aggiungere una deviazione verso Glenfinnan.
8.1 Il treno di Harry Potter a Glenfinnan
La deviazione più famosa da Fort William è quella verso il Glenfinnan Viaduct, il ponte reso celebre dai film di Harry Potter. Non si trova a Glencoe, ma vicino al villaggio di Glenfinnan, lungo la strada tra Fort William e Mallaig.
Per vedere il Jacobite Steam Train passare sul viadotto bisogna organizzarsi davvero bene: da Fort William a Glenfinnan servono circa 30 minuti in auto, poi bisogna parcheggiare e camminare fino al punto panoramico. Il treno passa generalmente sul viadotto poco dopo la partenza da Fort William, ma gli orari cambiano in base alla stagione e vanno sempre verificati sul sito ufficiale prima del viaggio.
Se questa tappa è una priorità, conviene calcolare almeno 2 ore tra deviazione, parcheggio, camminata, attesa del treno e ritorno verso Fort William. È una sosta iconica, ma va inserita con attenzione: in una giornata già lunga, vedere il treno di Harry Potter significa ridurre il tempo disponibile per Glencoe o arrivare più tardi verso Loch Lomond, Glasgow o Stirling.

Il momento centrale della giornata resta Glencoe. Questa valle è uno dei paesaggi più intensi, belli e riconoscibili della Scozia. Anche senza fare trekking lunghi, basta attraversarla con calma, fermandosi nei punti panoramici principali. Bisogna precisare che è una di quelle zone in cui il meteo può cambiare completamente la percezione del luogo: con il sole è spettacolare, con nuvole basse e pioggia può diventare ancora più drammatica.
Non conviene programmare Glencoe come una sosta veloce da dieci minuti. Se si vuole apprezzarla davvero, occorre avere margine per fare una breve passeggiata, fermarsi più volte lungo la strada e dedicare tempo alle foto. È proprio qui che molti itinerari in Scozia diventano indimenticabili, perché sulla carta sembra solo un tratto di passaggio, nella pratica ci vuole poco a farlo diventare uno dei momenti più belli del viaggio.
Dopo Glencoe, si può proseguire verso Loch Lomond e le Trossachs. Anche questa zona meriterebbe più tempo, ma in una settimana va considerata soprattutto come una tappa di avvicinamento verso Glasgow o Stirling. Se si arriva stanchi o magari il meteo non aiuta, ci si può limitare a una sosta lungo il lago e poi raggiungere direttamente l’albergo per la notte.
Per il pernottamento finale ci sono tre possibilità. Glasgow è ideale se si vuole vedere anche la seconda città scozzese, Stirling è più comoda se si preferisce una tappa storica e un rientro più semplice verso Edimburgo. Una località nei dintorni di Loch Lomond può essere una scelta più tranquilla, ma meno pratica se il giorno dopo si deve andare in aeroporto.

9. Giorno 7 – Glasgow, Stirling o rientro a Edimburgo
L’ultimo giorno va costruito in base all’orario del volo e al luogo in cui si dorme. Non esiste una soluzione unica, perché cambia tutto se si parte la sera, se si ha un volo il giorno successivo o se occorre restituire l’auto entro un determinato orario.
Se la notte è stata spesa a Glasgow e si ha una giornata piena, puoi dedicare alcune ore alla città. Glasgow è molto diversa da Edimburgo: meno scenografica al primo impatto, più urbana, più creativa e meno legata all’immagine classica della Scozia da cartolina. Vale la pena visitarla se interessano architettura, musei, street art, musica, locali e un’atmosfera più contemporanea.
Con poco tempo ci si può concentrare sul centro, su George Square, sulla Cattedrale di Glasgow e sulla zona del Kelvingrove, non è fattibile vedere tutto.
Se invece si preferisce chiudere il viaggio con una tappa più storica, Stirling può essere una soluzione molto intelligente. Si trova in posizione comoda tra Glasgow ed Edimburgo ed è legata ad alcuni momenti fondamentali della storia scozzese. Il castello e il Wallace Monument sono le visite principali, ma anche solo una sosta in città può dare un senso diverso all’ultima giornata.
La terza opzione è rientrare direttamente a Edimburgo (percorrendo però molti più chilometri), restituire l’auto e dedicare le ultime ore alla città. Questa scelta è la più prudente se il volo è il giorno stesso. In generale, eviterei di programmare grandi deviazioni l’ultimo giorno se bisogna prendere un aereo: tra traffico, restituzione dell’auto, eventuali ritardi e tempi aeroportuali, meglio mantenere margine.
Se il volo parte molto presto, conviene dormire direttamente a Edimburgo o nei pressi dell’aeroporto la sera precedente. La scelta è sicuramente meno romantica, ma in un itinerario on the road del genere è spesso la scelta più sensata.
10. Come modificare l’itinerario
Questo itinerario in Scozia di 7 giorni è pensato per essere equilibrato, ma può essere modificato in base ai propri interessi. La variante più richiesta è sicuramente quella con l’isola di Skye.
Inserire Skye in una settimana è possibile, ma richiede una rinuncia. Non la aggiungerei semplicemente al percorso principale, perché significherebbe aumentare molto le ore di guida e ridurre il tempo dedicato alle altre tappe. Per farlo in modo sensato, eliminerei la parte della costa orientale oltre St Andrews oppure rinuncerei a Glasgow e Dunnottar Castle.
Una variante con Skye potrebbe essere:
| Giorno | Percorso |
|---|---|
| Giorno 1 | Edimburgo |
| Giorno 2 | St Andrews o Stirling, poi Pitlochry/Aviemore |
| Giorno 3 | Inverness e Loch Ness |
| Giorno 4 | Eilean Donan Castle e arrivo a Skye |
| Giorno 5 | Isola di Skye |
| Giorno 6 | Skye, Glenfinnan o Glencoe |
| Giorno 7 | Rientro verso Edimburgo |
Questa versione è più classica e paesaggistica, ma lascia fuori quasi completamente Dundee, Dunnottar e buona parte della costa orientale. È adatta se l’obiettivo principale sono le Highlands occidentali e Skye, meno se si cerca un viaggio più vario e legato anche alle città.
Se invece si hanno solo 6 giorni, la soluzione migliore è tagliare una notte e semplificare il percorso. Si può eliminare Glasgow e rientrare direttamente verso Edimburgo passando da Stirling, oppure ridurre la parte orientale visitando solo St Andrews senza proseguire fino a Dunnottar Castle.
Con 8 o 9 giorni a disposizione, l’itinerario migliora molto. Un giorno in più può essere aggiunto a Edimburgo, a Glencoe o alla zona di Loch Lomond. Con due giorni in più, si può valutare anche l’inserimento di Skye senza rendere il viaggio troppo pesante.
Se si vuole viaggiare senza auto, l’itinerario va ripensato completamente. Edimburgo, Glasgow, Dundee, St Andrews e Inverness sono raggiungibili con mezzi pubblici o combinazioni di treni e autobus, ma le zone più panoramiche diventano più complicate e i tempi sono dettati dal servizio pubblico. In quel caso, ha più senso costruire un viaggio basato su città e day trip organizzati, piuttosto che provare a replicare lo stesso percorso.

