Cosa comprare in Giappone: souvenir, prodotti tipici e acquisti da evitare

Ammettiamolo, entrare in un negozio in Giappone con l’idea di dare soltanto un’occhiata è piuttosto rischioso. Tra cartolerie a più piani, grandi magazzini, negozi da 100 yen, prodotti artigianali e articoli che in Europa si trovano con difficoltà, è facile uscire con una busta piena.

Il punto è che non tutto ciò che sembra giapponese è davvero un prodotto tipico. Nelle zone più turistiche si trovano anche souvenir piuttosto generici, realizzati in serie e venduti a prezzi più alti del necessario. Allo stesso tempo, alcuni oggetti semplici e poco costosi possono diventare ricordi molto più interessanti della classica calamita.

Tra le cose che vale la pena comprare in Giappone ci sono ceramiche, bacchette, tessuti tradizionali, tè, cartoleria, cosmetici, utensili da cucina e prodotti legati a manga e videogiochi. Prima di riempire la valigia, però, conviene considerare anche il peso, la fragilità, la compatibilità con gli standard europei e le regole doganali previste al rientro in Italia.

Indice dei contenuti

1. Cosa conviene comprare in Giappone

C’è l’imbarazzo della scelta, questa dipende dal tipo di viaggio, dai luoghi che si visiteranno e, banalmente, dallo spazio rimasto in valigia.

Questa tabella riassume alcuni degli acquisti più interessanti e le fasce di prezzo che si possono incontrare più spesso.

ProdottoPrezzo indicativoVale la pena?
Bacchette giapponesi500-3.000 yen, 3-16 €Sì, soprattutto se artigianali
Furoshiki e tenugui800-4.000 yen, 4-22 €Sì, sono leggeri e facili da trasportare
Ceramiche1.000-10.000 yen, 5-54 €Sì, ma vanno imballate bene
Daruma e kokeshi1.000-5.000 yen, 5-27 €Sì, meglio se legati alla regione visitata
Matcha e tè verde1.000-4.000 yen, 5-22 €Sì, scegliendo negozi specializzati
Cartoleria100-3.000 yen, 0,50-16 €Quasi sempre
Cosmetici500-5.000 yen, 3-27 €Dipende dal prodotto
Manga in giapponese500-900 yen, 3-5 €Sì, soprattutto come oggetto da collezione
Gashapon300-500 yen, 1,50-3 €Divertenti, ma è facile esagerare
Kimono o yukata vintage3.000-20.000 yen, circa 16-108 €Sì, controllando le condizioni
Coltelli da cucina5.000-30.000 yen, 27-162 €Sì, se la qualità è buona
ElettronicaMolto variabileSolo dopo aver controllato compatibilità e garanzia

Uno degli errori da non fare è pensare di poter concentrare tutti gli acquisti nell’ultimo giorno. In Giappone più che mai, ogni lasciata è persa, molti prodotti interessanti sono legati a una città o a una regione precisa e potrebbero non essere disponibili nelle tappe successive.

2. Souvenir tradizionali e artigianato giapponese

Almeno secondo noi, i souvenir più interessanti sono spesso quelli che hanno ancora un legame con l’artigianato locale. Non devono necessariamente essere oggetti costosi: anche una piccola ciotola, un ventaglio o un pezzo di tessuto può raccontare qualcosa del luogo nel quale è stato acquistato.

2.1 Ceramiche, tazze e ciotole

Le ceramiche giapponesi sono probabilmente tra gli acquisti più belli (e più delicati) da portare a casa. Nei negozi si trovano tantissimi oggetti: tazze da tè, ciotole per il riso, piatti, bottiglie per il sake e piccoli contenitori realizzati in stili molto diversi.

Alcune produzioni sono strettamente legate al territorio. Ad esempio Arita, nella prefettura di Saga, che è considerata una delle località simbolo della porcellana giapponese, mentre a Okinawa è molto diffusa la ceramica yachimun. In altre zone si trovano pezzi più rustici con forme volutamente irregolari e smalti che rendono ogni oggetto leggermente diverso dagli altri.

Il vero problema con questi oggetti è la fragilità anche se solitamente sono gli stessi commercianti che avvolgono ogni pezzo separatamente.

2.2 Bacchette e poggiabacchette

Un classico: le bacchette occupano pochissimo spazio, non pesano e si trovano in qualsiasi fascia di prezzo. Quelle economiche sono disponibili nei negozi da 100 yen e addirittura nei supermercati, mentre nei negozi specializzati si trovano modelli in legno laccato, decorati a mano o venduti in confezioni regalo.

Un acquisto carino è il set composto da bacchette e hashioki, il piccolo supporto utilizzato per non appoggiarle direttamente sul tavolo. Nei negozi di ceramica gli hashioki possono avere forme piuttosto particolari, dagli animali ai cibi tradizionali giapponesi.

2.3 Furoshiki e tenugui

Il furoshiki è un telo quadrato utilizzato tradizionalmente per avvolgere e trasportare oggetti. Oggi viene venduto in tantissimi colori e fantasie e spesso viene usato anche come tovaglietta, decorazione o anche un foulard.

Il tenugui è invece un tessuto più sottile e rettangolare decorato con motivi stagionali, paesaggi o simboli tradizionali e può costituire un bell’oggetto di arredamento. Entrambi sono ottimi souvenir perché occupano pochissimo spazio e non rischiano di rompersi durante il viaggio.

2.4 Daruma, kokeshi e maneki neko

Il daruma (non il ristorante) è una figura tondeggiante legata alla perseveranza e alla realizzazione degli obiettivi persona. La tradizione vuole che si colori un occhio quando si esprime un desiderio o si stabilisce un traguardo, per poi completare il secondo quando l’obiettivo viene raggiunto.

Le kokeshi sono invece bambole in legno dalla forma semplice, originarie soprattutto del Tōhoku. Ne esistono diverse tipologie tradizionali, riconoscibili dalle forme e dai motivi dipinti sul corpo. Trattandosi spesso di oggetti realizzati a mano, due bambole dello stesso modello possono presentare piccole differenze.

Il maneki neko è il famosissimo gatto con una zampa sollevata, associato alla fortuna e alla prosperità. Si trova praticamente ovunque, dalle versioni in plastica vendute nei negozi di souvenir a quelle in ceramica realizzate con maggiore cura.

2.5 Kimono, yukata e tessuti tradizionali

Il kimono nuovo di buona qualità può costare molto, soprattutto se realizzato con tessuti pregiati e lavorazioni artigianali mentre per un acquisto più conveniente si possono cercare (e trovare facilmente) yukata, haori e kimono di seconda mano. Nei negozi vintage si trovano spesso capi in buone condizioni a prezzi più bassi di quanto si potrebbe immaginare. Il consiglio prima dell’acquisto è quello di controllare le cuciture, eventuali macchie, odori e sopratutto le misure, che non sempre corrispondono agli standard europei.

A Kyoto si trovano anche accessori e piccoli oggetti realizzati con tessuti Nishijin, come portafogli, custodie, borse e tovagliette. Si tratta di una produzione tessile tradizionalmente collegata al quartiere di Nishijin e utilizzata anche per kimono e obi.

2.6 Coltelli da cucina

I coltelli giapponesi hanno una reputazione planetaria. Le differenze di prezzo sono nette: accanto ai modelli industriali relativamente economici si trovano lame artigianali che possono costare diverse centinaia di euro. È possibile trovarli ovunque, ma tra le località conosciute per la produzione di lame ci sono Seki, nella prefettura di Gifu, ed Echizen, nella prefettura di Fukui. In queste zone la lavorazione dei coltelli deriva da una tradizione molto più antica legata alla produzione di spade e utensili da taglio.

Prima di comprarne uno è bene informarsi sulla manutenzione, perché alcune lame richiedono maggiore attenzione rispetto ai normali coltelli in acciaio inossidabile.

3. Prodotti alimentari da portare a casa

Nei supermercati, nei depachika e nei negozi delle stazioni si trovano interi reparti dedicati agli omiyage, i prodotti confezionati che in Giappone vengono acquistati per essere regalati ad amici, familiari e colleghi dopo un viaggio.

Le confezioni sono spesso molto curate e contengono dolci incartati singolarmente e questo le rende comode da trasportare.

3.1 Matcha e tè verde

Il matcha è probabilmente uno degli acquisti più gettonati, ma la qualità cambia parecchio da un prodotto all’altro. Le confezioni molto economiche vendute nei negozi turistici possono andare bene per preparare dolci o bevande, mentre per il tè è meglio affidarsi a un negozio specializzato.

Oltre al matcha si possono acquistare sencha, genmaicha, hojicha e altri tè giapponesi. Le confezioni sottovuoto sono semplici da mettere in valigia e si conservano meglio rispetto ai prodotti venduti in contenitori già aperti. Chi passa da Kyoto può trovare un’ampia scelta di tè provenienti da Uji, mentre in altre regioni sono disponibili produzioni locali meno conosciute fuori dal Giappone.

3.2 Condimenti e ingredienti confezionati

Furikake, miso, curry giapponese, salse, spezie e preparati per il ramen possono sembrare una buona idea ma è sempre una buona idea leggere con attenzione gli ingredienti. Alcune confezioni contengono carne, estratti di carne o derivati del latte, anche quando dall’aspetto non è evidente.

Entrando nell’Unione Europea da un Paese extra-UE non è consentito portare carne, prodotti a base di carne, latte o latticini. Sono ammesse quantità limitate di alcuni prodotti come miele, uova e prodotti della pesca, mentre per piante, frutta e verdura possono essere richiesti certificati specifici. In caso di dubbio, è meglio non acquistare il prodotto o verificare le regole aggiornate prima della partenza.

3.3 Sake, umeshu e whisky giapponese

Sake e umeshu si trovano nei supermercati, nei grandi magazzini e nei negozi specializzati. C’è da dire che molte bottiglie non vengono esportate e possono diventare un ricordo più interessante rispetto ai marchi che già si trovano in Italia.

Anche il whisky giapponese attira parecchio, ma non sempre è conveniente. Le bottiglie più conosciute possono avere prezzi elevati anche in Giappone, mentre le versioni economiche non sono automaticamente migliori di prodotti acquistabili anche in Europa.

4. Cartoleria e oggetti per la casa

La cartoleria è uno dei settori nei quali il Giappone riesce a trasformare anche un oggetto banale in qualcosa che viene voglia di comprare.

Penne, matite, evidenziatori, quaderni, agende, timbri, adesivi e washi tape si trovano sia nei piccoli negozi sia nelle grandi catene come Loft e Hands. Molti articoli costano poco e sono realmente utili, quindi non finiscono dimenticati in un cassetto una volta tornati a casa. Meritano attenzione anche gli oggetti per la cucina e per la casa: scatole bento, stampi per il riso, piccoli contenitori, strofinacci, tazze, apribottiglie e utensili di ogni tipo.

Nei negozi da 100 yen si possono trovare prodotti validi, ma non bisogna confondere il prezzo basso con l’artigianato giapponese. Sono perfetti per piccoli regali o oggetti pratici, meno adatti quando si cerca un ricordo tradizionale legato al viaggio.

5. Cosmetici e prodotti da farmacia

I drugstore giapponesi hanno interi piani dedicati a skincare, trucchi, creme solari, maschere per il viso e prodotti per capelli. I prezzi possono essere convenienti, soprattutto per i marchi locali che in Italia vengono venduti con un forte sovrapprezzo.

Tra gli acquisti più comuni ci sono le protezioni solari leggere, i detergenti per il viso, gli oli struccanti, le maschere monouso e gli accessori per la cura personale. La confezione, però, può riportare informazioni esclusivamente in giapponese quindi attenzione qualora ci fossero allergie o intolleranze. Ancora più attenzione serve con medicinali, integratori e prodotti acquistati in farmacia.

6. Manga, anime, videogiochi e oggetti da collezione

Il Giappone è il paradiso per gli appassionati di manga, anime e videogiochi, il problema non è trovare qualcosa da comprare, ma riuscire a fermarsi. Nei negozi specializzati si trovano manga in lingua originale, artbook, action figure, peluche, carte collezionabili e merchandising ufficiale. Le grandi città offrono una scelta enorme, ma anche i normali centri commerciali possono avere negozi dedicati ai personaggi più conosciuti.

  • I manga nuovi costano generalmente meno rispetto alle edizioni italiane, ma sono quasi sempre interamente in giapponese. Possono comunque essere interessanti come oggetti da collezione o per cercare numeri e copertine non pubblicati in Italia.
  • I gashapon, le capsule distribuite dalle macchinette automatiche, costano poco presi singolarmente. Il rischio è ritrovarsi a spendere parecchio nel tentativo di completare una serie.

Per figure, carte e oggetti più costosi conviene affidarsi a negozi conosciuti, soprattutto se il valore dipende dalle condizioni e dall’autenticità. Nei punti vendita dell’usato molti prodotti vengono classificati in base allo stato di conservazione, ma è comunque meglio controllare scatola, sigilli e possibili difetti.

7. Comprare elettronica in Giappone conviene?

Il Giappone è anche la patria dell’elettronica: fotocamere, obiettivi, cuffie e piccoli dispositivi elettronici possono costare meno che in Italia, soprattutto quando si tratta di prodotti usati o modelli destinati al mercato giapponese. Questo non significa che l’acquisto sia sempre conveniente e prima di pagare il consiglio è controllare almeno tre cose: se c’è la lingua italiana, la garanzia e la tensione di funzionamento.

Alcune fotocamere vendute per il mercato interno possono avere il menu soltanto in giapponese. La garanzia potrebbe essere valida esclusivamente in Giappone e un’eventuale riparazione rischierebbe di annullare tutto il risparmio iniziale.

Per gli elettrodomestici bisogna considerare che il Giappone utilizza una tensione di 100 volt. Un semplice adattatore per la presa non risolve eventuali problemi legati alla diversa tensione.

L’elettronica conviene quindi quando il prezzo è realmente competitivo, il modello è compatibile e si è disposti ad accettare una garanzia più limitata. Comprare soltanto perché il prodotto si trova in un enorme negozio di Akihabara non è sempre un grande affare.

8. Dove comprare souvenir in Giappone

Il posto migliore dipende da cosa si sta cercando. I negozi da 100 yen sono adatti a piccoli oggetti, cartoleria, utensili da cucina e regali economici. Don Quijote permette di comprare nello stesso posto snack, cosmetici, valigie, elettronica e souvenir, spesso fino a tarda sera.

Loft e Hands sono più indicati per cartoleria, design, prodotti per la casa e piccoli accessori. Nei grandi magazzini si trovano invece articoli di qualità superiore e interi piani dedicati ai prodotti alimentari.

Per tè, ceramiche, tessuti e coltelli è meglio entrare in un negozio specializzato. Il prezzo può essere più alto, ma è anche più semplice ricevere informazioni sulla provenienza e sull’utilizzo del prodotto.

Un’altra alternativa sono gli shotengai, le tradizionali strade commerciali coperte o semi-coperte. Oltre ai negozi di uso quotidiano possono ospitare attività storiche, pasticcerie e botteghe frequentate soprattutto dai residenti.

9. Come funziona il tax free in Giappone

Il tax free permette ai turisti stranieri che rispettano i requisiti previsti di acquistare determinati prodotti senza sostenere l’imposta giapponese sui consumi. Fino al 31 ottobre 2026, nei negozi aderenti lo sconto viene normalmente applicato direttamente al momento dell’acquisto, presentando il passaporto.

Dal 1° novembre 2026 entrerà invece in vigore un nuovo sistema. L’imposta verrà pagata al momento dell’acquisto e il rimborso sarà riconosciuto dopo la verifica dell’uscita dei prodotti dal Giappone, completando la procedura prima della partenza. La soglia minima resterà pari a 5.000 yen (27 euro) al netto dell’imposta nello stesso negozio e nella stessa giornata.

Dal 1° aprile 2025 non è invece più possibile ottenere l’agevolazione tax free sui prodotti spediti nel proprio Paese tramite un pacco internazionale, gli articoli acquistati con l’esenzione devono essere portati fisicamente fuori dal Giappone dal viaggiatore.

Le ricevute vanno sempre conservate e i prodotti devono essere disponibili in caso di controllo. È bene anche ricordare che il tax free giapponese non elimina gli eventuali obblighi doganali previsti al rientro in Italia.

10. Dogana italiana: quanto si può riportare dal Giappone

Questo è un tema su cui fare particolarmente attenzione, chi rientra in Italia in aereo da un Paese extra-UE può portare nel bagaglio personale merci acquistate durante il viaggio fino a un valore complessivo di 430 euro senza pagare i relativi diritti doganali, purché si tratti di acquisti occasionali destinati all’uso personale o a regali. Il limite è più basso per i minori di 15 anni, in questo caso il limite è di 150 €.

Se il valore complessivo supera la franchigia o si trasportano beni soggetti a regole particolari ci si dovrebbe rivolgere alla dogana.

Chiaramente la franchigia non deve essere vista come un limite di spesa durante il viaggio, ma come la soglia oltre la quale possono scattare dichiarazione e pagamento di imposte o dazi. Conservare le ricevute è utile soprattutto per elettronica, gioielli, coltelli, abbigliamento costoso e oggetti da collezione.

11. Quali acquisti evitare in Giappone

Ci sono prodotti che sembrano interessanti sul momento, ma che possono rivelarsi poco convenienti o complicati da riportare in Italia. Tra gli acquisti da valutare con maggiore attenzione ci sono:

  • souvenir generici venduti nelle zone turistiche a prezzi gonfiati;
  • ceramiche e bottiglie troppo fragili per il viaggio;
  • oggetti molto ingombranti che obbligano ad acquistare un bagaglio aggiuntivo;
  • elettronica che hanno solo la lingua giapponese;
  • prodotti senza garanzia internazionale;
  • medicinali dei quali non si conoscono ingredienti;
  • alimenti contenenti carne, latte o derivati;
  • articoli tax free che non si riuscirà a portare fisicamente fuori dal Giappone.

12. Cosa comprare in Giappone in base alla città

A Tokyo si trova praticamente tutto, dall’elettronica ai prodotti legati ad anime e videogiochi. È anche una delle città migliori per cartoleria, oggetti di design e negozi specializzati.

Kyoto è più indicata per tè, tessuti, incenso, ceramiche, ventagli e prodotti legati alla cultura tradizionale. Nei quartieri turistici si trovano molti negozi, ma vale la pena allontanarsi dalle strade principali per cercare botteghe meno affollate.

Osaka è una buona città per prodotti alimentari, utensili da cucina e articoli legati alla cultura pop. Nella zona di Doguyasuji si concentrano numerosi negozi di attrezzature e accessori per la ristorazione.

A Kanazawa si possono cercare oggetti decorati con foglia d’oro, lacche e altri prodotti artigianali. La città è uno dei principali centri giapponesi per la produzione della foglia d’oro.

Hiroshima è conosciuta soprattutto per i momiji manjū e per i prodotti legati a Miyajima, mentre nell’Hokkaidō abbondano dolci, latticini e prodotti regionali. Questi ultimi devono però essere scelti considerando le restrizioni europee sull’ingresso di latte e derivati.

13. Domande poste di frequenti

13.1 Qual è il souvenir più tipico del Giappone?

Non esiste un solo souvenir rappresentativo di tutto il Paese. Tra i più tradizionali ci sono daruma, kokeshi, maneki neko, bacchette, ceramiche, ventagli, furoshiki e prodotti tessili. La scelta migliore è spesso un oggetto legato alla regione visitata.

13.2 Dove conviene comprare souvenir in Giappone?

Per gli acquisti economici si possono utilizzare i negozi da 100 yen e Don Quijote. Cartoleria e oggetti di design si trovano facilmente da Loft e Hands, mentre per tè, ceramiche, coltelli e artigianato è preferibile rivolgersi a negozi specializzati o botteghe locali.

13.3 Si possono portare in Italia matcha e dolci giapponesi?

Matcha, tè e molti dolci confezionati possono generalmente essere trasportati per uso personale. Occorre però controllare gli ingredienti, perché entrando nell’Unione Europea da un Paese extra-UE non è consentito portare carne, latte e prodotti derivati, salvo eccezioni molto specifiche.

13.4 Come funziona il tax free in Giappone?

Fino al 31 ottobre 2026 l’imposta viene normalmente sottratta direttamente nei negozi aderenti, presentando il passaporto e raggiungendo la spesa minima prevista. Dal 1° novembre 2026 sarà necessario pagare inizialmente anche l’imposta e richiedere il rimborso dopo la verifica dei prodotti prima della partenza.

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