A causa della sua fama e sovraesposizione mediatica e social, la Monument Valley è uno di quei luoghi che sembrano già conosciuti prima ancora di arrivarci. Le due Mittens (le grandi mesas che emergono dal deserto, le strade dritte circondate dalla terra rossa) sono infatti immagini viste centinaia di volte tra film, fotografie e documentari.
Poi si arriva sul posto e si scopre che quella è soltanto una parte della Monument Valley.
Durante il nostro viaggio nel Southwest abbiamo deciso di partecipare al Dreamcatcher Tour di Simpson’s Trailhandler Tours, accompagnati da Harold Simpson. È stata una delle esperienze più significative del viaggio, non soltanto per i luoghi che abbiamo raggiunto, ma soprattutto per il modo in cui li abbiamo conosciuti.
Per diverse ore Harold ci ha raccontato la Monument Valley dal punto di vista di chi qui è nato, vive e lavora. Ci ha parlato del territorio, della cultura Navajo e di aspetti che ignoravamo completamente prima di arrivare e soprattutto ci ha portato fuori dalla Monument Valley che tutti vedono.
Indice dei contenuti
- Perché scegliere un tour Navajo nella Monument Valley
- Simpson’s Trailhandler Tours e il Dreamcatcher Evening Experience
- Cosa si vede nelle aree riservate della Monument Valley
- 3.1 Big Hogan
- 3.2 Sun’s Eye
- 3.3 Ear of the Wind
- 3.4 Archi, petroglifi e backcountry Navajo
- Monument Valley in autonomia o con una guida Navajo: cosa cambia davvero
- La nostra esperienza con Harold Simpson
- Cena Navajo e programma culturale serale
- Quanto dura il Dreamcatcher Tour e quanto costa
- A chi consigliamo il tour di Simpson’s
- Vale la pena fare un tour guidato nella Monument Valley?
- Informazioni pratiche per prenotare il tour
- Domande poste di frequente sul tour Navajo nella Monument Valley
1. Perché scegliere un tour Navajo nella Monument Valley
Prima di partire avevamo lo stesso dubbio che probabilmente hanno molti durante l’organizzazione di un viaggio nella Monument Valley: vale la pena partecipare a un tour guidato se è già possibile percorrere la Valley Drive con la propria auto?
La risposta, dopo aver fatto entrambe le cose, è che non si tratta della stessa esperienza.
La Valley Drive permette di vedere alcune delle formazioni più famose e resta un passaggio fondamentale durante una visita alla Monument Valley. Il percorso aperto alle auto, però, rappresenta soltanto una parte piccola del territorio in realtà visitabile, ne abbiamo parlato in modo approfondito in questo articolo.
Con le guide Navajo autorizzate è possibile proseguire nel backcountry e raggiungere aree che non sono aperte alla normale circolazione dei visitatori. È la stessa Navajo Nation a segnalare che luoghi come Ear of the Wind sono accessibili esclusivamente attraverso visite guidate e questo è probabilmente l’aspetto che chiarisce meglio il senso del tour.
Non si sta pagando semplicemente per essere accompagnati lungo una strada che sarebbe possibile percorrere da soli. Si sta pagando per diventare intimi con la Monument Valley e vivere un’esperienza unica e indescrivibile. Quella parte, almeno per noi, è stata senza dubbio la più bella.
2. Simpson’s Trailhandler Tours e il Dreamcatcher Evening Experience
Simpson’s Trailhandler Tours è una delle compagnie autorizzate a svolgere tour all’interno del Monument Valley Navajo Tribal Park ed è presente nell’elenco ufficiale pubblicato dalla Navajo Nation Parks & Recreation.
La società è gestita da Harold e Deborah Simpson e ha radici molto profonde nella valle. La famiglia è nata e cresciuta nella Monument Valley e tramanda di generazione in generazione la conoscenza del territorio. Il bis-bisnonno della famiglia, Grey Whiskers, ha dato il nome anche a una delle formazioni rocciose della Monument Valley.
Noi abbiamo scelto il Dreamcatcher Tour, un’esperienza di circa quattro ore che combina il backcountry della Monument Valley con una parte dedicata alla cultura Navajo, il tramonto, la cena e un programma serale.
La differenza rispetto a un semplice tour panoramico si percepisce quasi subito perché non si passa da un viewpoint all’altro soltanto per scattare fotografie. Durante il percorso ci sono spiegazioni, racconti, soste più lunghe e momenti nei quali l’attenzione si sposta dal paesaggio alle persone che vivono questo territorio. Nel nostro caso avere Harold come guida ha fatto probabilmente ancora più differenza.
3. Cosa si vede nelle aree riservate della Monument Valley
Lasciata la parte più frequentata della valle, il paesaggio cambia rapidamente. La strada è ancora più dissestata e le piste si inoltrano tra pareti di arenaria, archi naturali e formazioni che dalla Valley Drive non sono visibili. In alcuni tratti si ha proprio la sensazione di essere entrati in una Monument Valley completamente diversa.
È anche qui che abbiamo iniziato a renderci conto di quanto fosse limitata l’immagine che avevamo del luogo prima della visita.
3.1 Big Hogan
Big Hogan è una delle grandi cavità naturali che si incontrano durante un tour autorizzato.
Il nome richiama la forma dell’hogan, l’abitazione tradizionale Navajo, e osservandolo dal basso si comprende facilmente il motivo. Le pareti rocciose sembrano quasi chiudersi intorno al punto in cui ci si trova e per qualche minuto l’orizzonte aperto del deserto scompare completamente. È uno di quei luoghi nei quali le dimensioni reali della Monument Valley diventano difficili da rendere in fotografia.
Uno degli aspetti più belli di questi tour è anche la possibilità di trovarsi, in alcuni momenti, completamente soli in luoghi come questo. Nel nostro caso a rendere il momento ancora più speciale è stata la nostra guida Jamie, che ha suonato alcune melodie Navajo con il flauto all’interno del Big Hogan.
Con il suono che si propagava tra le pareti di roccia e nessun altro intorno, è stato uno di quei momenti del viaggio difficili da raccontare fino in fondo. Più che una semplice tappa del tour, è diventato uno dei ricordi più forti della nostra visita alla Monument Valley.


3.2 Sun’s Eye
Sun’s Eye è un’altra delle formazioni raggiunte durante i tour nel backcountry. La grande apertura nella roccia sembra un occhio rivolto verso il cielo e sulle pareti circostanti si trovano testimonianze lasciate dalle popolazioni che hanno vissuto questa regione.
È proprio in luoghi come questo che la presenza di una guida cambia la visita. Senza una spiegazione è facile osservare un’incisione o una figura sulla parete, fotografarla e proseguire. Conoscendone il contesto, quello stesso segno assume un significato completamente diverso.
La cosa curiosa è che alcune delle incisioni si trovano oggi a diversi metri di altezza rispetto al terreno. Harold ci ha spiegato che non furono necessariamente realizzate in quella posizione così difficile da raggiungere: nel corso del tempo l’erosione avrebbe progressivamente abbassato il livello del terreno circostante, lasciando i petroglifi molto più in alto rispetto a quando furono realizzati.
Tra le figure ancora riconoscibili ci sono anche diversi animali, tra cui le pecore bighorn, che un tempo popolavano quest’area.


3.3 Ear of the Wind
Tra i luoghi più spettacolari c’è Ear of the Wind, un grande arco naturale circondato dalla sabbia e dalle pareti rosse della Monument Valley.
Arrivare qui senza il normale flusso di auto che caratterizza alcune zone della Valley Drive cambia completamente la percezione del luogo. Durante il nostro tour ci sono stati momenti in cui eravamo davvero soltanto noi ed è difficile immaginare un modo migliore per vedere la Monument Valley.

3.4 Archi, petroglifi e backcountry Navajo
Il Dreamcatcher attraversa inoltre un’area fatta di archi e ponti naturali, piste sabbiose e pareti sulle quali sono ancora visibili petroglifi e altre testimonianze del passato.
Tra le formazioni che abbiamo visto c’è anche Moccasin Arch, una grande apertura naturale scavata nell’arenaria e raggiungibile entrando nel backcountry della Monument Valley. È uno di quei luoghi che difficilmente si associano all’immagine più classica della valle e che aiutano a capire quanto il territorio sia più vario rispetto a ciò che si vede lungo la Valley Drive.

4. Monument Valley in autonomia o con una guida Navajo: cosa cambia davvero
Visitare la Monument Valley autonomamente rimane qualcosa che consigliamo di fare. La Valley Drive permette di fermarsi con calma davanti ad alcuni dei panorami più famosi, gestire liberamente le soste e tornare più volte nei punti che interessano maggiormente.
Il tour Navajo non sostituisce questa esperienza, la completa.
La differenza principale è naturalmente l’accesso al backcountry e alle aree riservate, ma dopo aver fatto il Dreamcatcher abbiamo capito che non è l’unica perché con una guida cambia soprattutto quanto si comprende di quello che si sta guardando.
Senza Harold avremmo osservato molte formazioni senza conoscerne la storia, avremmo visto petroglifi senza comprenderne il contesto e probabilmente saremmo usciti dalla Monument Valley conoscendola soltanto dal punto di vista paesaggistico.
Il tour aggiunge invece una componente umana e culturale e c’è poi un’altra differenza molto concreta: il numero di persone. Sulla Valley Drive si incontrano inevitabilmente molte altre auto e visitatori, nell’area chiusa al pubblico abbiamo invece trascorso alcuni momenti completamente soli.
Non era qualcosa che avevamo previsto prima di partire ed è stata probabilmente una delle parti più belle dell’intera esperienza.
5. La nostra esperienza con Harold Simpson
Il Dreamcatcher ci sarebbe probabilmente piaciuto anche con un’altra guida, perché i luoghi attraversati sono straordinari. Harold e Jamie, però, hanno dato all’esperienza qualcosa in più. Non ci hanno fatto sentire semplicemente degli ospiti, ma quasi degli amici. E quando, alla fine del tour, ci siamo salutati nel parcheggio ormai vuoto, è stato davvero un dispiacere andare via.
5.1 Il racconto della Monument Valley attraverso la cultura Navajo
Fin dall’inizio ci ha trasmesso una passione enorme per la Monument Valley e per il lavoro che svolge.
Non abbiamo avuto la sensazione di ascoltare una spiegazione ripetuta centinaia di volte per accompagnare i turisti da una tappa all’altra. Durante quelle ore sono emerse continuamente informazioni, racconti e dettagli che ignoravamo.
La storia stessa della sua famiglia aiuta a capire questo legame: la conoscenza della valle è stata tramandata attraverso diverse generazioni e le guide della compagnia sono Navajo nati e cresciuti in questo territorio.
Harold ci ha raccontato anche qualcosa della vita quotidiana di chi abita ancora all’interno della Monument Valley. Secondo quanto ci ha spiegato, sono rimaste soltanto poche famiglie a vivere stabilmente all’interno del Tribal Park, alcune delle quali continuano a dedicarsi all’allevamento e alle attività tradizionali legate alla terra.
Vivere qui significa però accettare condizioni molto diverse da quelle a cui siamo abituati. Le abitazioni all’interno del parco non possono essere raggiunte dalle normali linee elettriche e dalle condotte dell’acqua. Negli ultimi anni alcuni progetti hanno iniziato a installare sistemi solari nelle case dei residenti, ma l’isolamento rimane una parte molto concreta della vita nella valle.
Harold ci ha parlato anche del particolare rapporto tra Navajo Nation e governo federale americano, soffermandosi soprattutto sull’istruzione. È un rapporto che affonda le proprie radici nel Trattato del 1868: ancora oggi il governo federale mantiene precise responsabilità nel sistema educativo Navajo, anche se la Navajo Nation dispone di proprie istituzioni e di ampi poteri in materia di educazione.
Sono informazioni che difficilmente emergono osservando la Monument Valley da un viewpoint. Dopo qualche ora con Harold, quello che inizialmente sembrava soprattutto uno dei paesaggi più spettacolari degli Stati Uniti aveva iniziato ad assumere anche il volto di un luogo abitato.


5.2 Gli stop fotografici e i tempi del tour
Il tour dura circa quattro ore, ma non abbiamo mai avuto la sensazione di passare velocemente da un luogo all’altro. Le soste sono numerose e c’è tempo per osservare, fotografare e ascoltare le spiegazioni.
Per chi ama la fotografia, il vantaggio è evidente non soltanto perché si raggiungono punti che non sono accessibili autonomamente, ma perché il tour si svolge durante una fascia oraria nella quale la luce cambia continuamente. Più avanzava la giornata, più la Monument Valley diventava affascinante.
5.3 Il tramonto nella Monument Valley
La parte finale del pomeriggio è probabilmente quella che ricordiamo meglio. Quando il sole comincia ad abbassarsi, le rocce cambiano colore, le ombre diventano molto più lunghe e il caldo del deserto lascia gradualmente spazio a temperature più piacevoli.
Nel frattempo anche il numero di persone diminuisce. In alcuni momenti durante la visita ci siamo guardati intorno e ci siamo resi conto che non c’era veramente nessun altro. È una sensazione difficile da avere nei punti più conosciuti della Monument Valley.
Essere in mezzo a quelle formazioni, con il sole che stava calando e senza altre persone intorno, ci ha permesso di entrare in contatto con il luogo in un modo che non avevamo sperimentato durante la normale visita. Non servono grandi parole per descriverlo, più cala la sera, più la Monument Valley diventa bella.
6. Cena Navajo e programma culturale serale
Al momento della cena siamo stati accolti dalla cuoca, che ha preparato il Navajo taco in base alle nostre preferenze sui condimenti. Noi siamo rimasti su una combinazione piuttosto classica, con fagioli, pomodoro, cipolla e salsa. Alla base c’è il fry bread, uno degli alimenti più conosciuti della cucina Navajo e ancora oggi molto presente durante fiere ed eventi della Navajo Nation.
Conclusa la cena, Jamie si è cambiato indossando gli abiti utilizzati per la danza e ha iniziato a muoversi al ritmo del tamburo e dei canti di Harold. La tradizione Navajo comprende numerosi tipi di canti e danze, con significati e origini differenti: alcuni appartengono a contesti sociali, altri derivano da cerimonie tradizionali. Le esibizioni presentate ai visitatori vengono inoltre adattate per rispettare gli aspetti più sacri delle cerimonie Diné.
Dopo diverse ore trascorse nella Monument Valley insieme ad Harold e Jamie, quella parte finale non ci è sembrata quindi una semplice esibizione preparata per i visitatori, ma la conclusione naturale di un’esperienza che per tutto il pomeriggio aveva cercato di raccontare qualcosa in più della cultura Navajo.
7. Quanto dura il Dreamcatcher Tour e quanto costa
Il Dreamcatcher Tour dura circa quattro ore.
Al momento della stesura di questo articolo il prezzo indicato sul sito ufficiale di Simpson’s Trailhandler Tours è di 139 dollari a persona, indipendentemente dall’età. Prezzi e condizioni possono naturalmente cambiare, quindi conviene sempre verificare direttamente sul sito dell’operatore prima della prenotazione.
Considerando soltanto il numero di ore, non è un tour economico. Dopo averlo fatto, però, il prezzo assume un significato diverso. Non si paga soltanto il trasporto, nel costo rientrano l’accesso alle aree chiuse al pubblico, la guida Navajo, diverse ore di visita, la componente culturale, il tramonto e la cena. Soprattutto, permette di vedere una parte della Monument Valley che altrimenti rimarrebbe completamente fuori dal viaggio.
8. A chi consigliamo il tour di Simpson’s
Il Dreamcatcher ha particolarmente senso per chi vuole dedicare alla Monument Valley più di una visita veloce ai principali viewpoint.
Lo consigliamo soprattutto a chi è interessato a conoscere la storia e la cultura Navajo, a chi ama fotografare e a chi vuole vedere zone della valle non accessibili autonomamente.
Può essere interessante anche per chi ha già percorso la Valley Drive. Anzi, probabilmente è proprio così che si percepisce meglio la differenza. Prima si vede la Monument Valley più conosciuta, poi si entra nel backcountry e si scopre quanto altro ci sia dietro.
Chi invece dispone di pochissime ore e vuole semplicemente vedere le principali formazioni può probabilmente limitarsi alla Scenic Drive, sono due modi diversi di vivere la valle.
9. Vale la pena fare un tour guidato nella Monument Valley?
Per noi assolutamente sì.
Il motivo non è soltanto aver visto Ear of the Wind, Big Hogan o gli altri luoghi raggiunti durante il percorso. Il vero valore è stato mettere insieme tutte le parti dell’esperienza.
Abbiamo visto zone che non avremmo potuto raggiungere autonomamente, siamo rimasti praticamente soli in alcuni dei luoghi più belli della valle e abbiamo trascorso diverse ore insieme a una persona che ci ha trasmesso tutta la passione che prova per questo territorio.
Harold ci ha fatto capire quante cose della Monument Valley ignorassimo ed è probabilmente questo il punto. Dopo aver percorso la Valley Drive pensavamo di aver visto la Monument Valley ma solo dopo il Dreamcatcher abbiamo capito di averne visto soltanto una parte.
10. Informazioni pratiche per prenotare il tour
Il Dreamcatcher può essere prenotato direttamente attraverso il sito ufficiale di Simpson’s Trailhandler Tours. La compagnia raccomanda la prenotazione anticipata e specifica attualmente di non accettare prenotazioni effettuate nello stesso giorno.
C’è inoltre un dettaglio importante durante i viaggi che combinano Monument Valley e altre località dell’Arizona. Gli orari dei tour seguono il Navajo Nation Time.
Durante il periodo dell’ora legale questo può significare un’ora di differenza rispetto a località dell’Arizona come Page o Flagstaff, perché la Navajo Nation osserva il Daylight Saving Time mentre gran parte dell’Arizona no. Simpson’s lo segnala espressamente nelle informazioni di prenotazione.
È quindi importante controllare con attenzione l’orario locale prima di partire.
11. Domande poste di frequente sul tour Navajo nella Monument Valley
Si può visitare tutta la Monument Valley senza guida?
No. La Valley Drive e diversi viewpoint possono essere visitati autonomamente, ma alcune aree del backcountry sono accessibili soltanto con guide autorizzate. La Navajo Nation cita espressamente Ear of the Wind tra i luoghi raggiungibili esclusivamente con un tour.
Quali zone della Monument Valley sono accessibili solo con una guida Navajo?
I tour autorizzati permettono di entrare nel backcountry e raggiungere aree che non fanno parte della normale Scenic Drive. Tra i luoghi più conosciuti c’è Ear of the Wind, oltre ad archi, petroglifi e altre formazioni situate nelle aree riservate.
Quanto dura il Dreamcatcher Tour?
Il Dreamcatcher di Simpson’s Trailhandler Tours dura indicativamente quattro ore.
È meglio visitare la Monument Valley in autonomia o con un tour?
Le due esperienze sono complementari. La visita autonoma permette maggiore libertà lungo la Valley Drive, mentre il tour consente di raggiungere il backcountry e aggiunge le spiegazioni di una guida Navajo. Se il tempo a disposizione lo consente, fare entrambe permette di avere una visione molto più completa della Monument Valley.
Qual è il momento migliore della giornata per fare un tour nella Monument Valley?
Alba e tramonto sono i momenti più interessanti dal punto di vista della luce. Noi abbiamo scelto il pomeriggio con arrivo al tramonto e lo rifaremmo: con il passare delle ore la luce diventa più morbida, le rocce assumono tonalità più intense e la valle progressivamente si svuota.
