Avere internet in Giappone a disposizione durante un viaggio è un vantaggio incredibile, diventa fondamentale per l’uso di Google Maps, tradurre menù e cartelli, gestire le prenotazioni o semplicemente per controllare gli orari dei mezzi pubblici. Se stai organizzando tutto da zero, puoi leggere anche la nostra guida completa sul viaggio in Giappone fai da te.
Indice dei contenuti
- 1. Le soluzioni per avere internet in Giappone
- 2. Meglio eSIM, SIM o pocket WiFi? La scelta giusta in base al tipo di viaggio
- 3. eSIM in Giappone: come funziona, vantaggi, limiti e quando conviene
- 4. SIM fisica in Giappone: quando ha ancora senso e per chi
- 5. Pocket WiFi in Giappone: come funziona, vantaggi, limiti e per chi conviene davvero
- 6. Costi reali: quanto si spende con eSIM, SIM e pocket WiFi
- 7. I principali fornitori da considerare
- 8. Ritiro, consegna, restituzione: cosa sapere prima di scegliere
- 9. FAQ – Domande frequenti
1. Le soluzioni per avere internet in Giappone
Per restare connessi e avere internet a disposizione in Giappone le strade reali sono quattro. La prima è la eSIM, oggi spesso la soluzione più comoda per chi ha uno smartphone compatibile e vuole attivare tutto prima della partenza o appena arrivato. La seconda è la SIM fisica, ancora valida soprattutto per chi non ha un telefono compatibile con eSIM o preferisce una soluzione tradizionale. La terza è il pocket WiFi, cioè un router portatile da noleggiare, utile quando si vuole condividere la connessione tra più dispositivi. La quarta è affidarsi al WiFi gratuito, che però va bene più come appoggio che come vera soluzione principale. Noi di Amore in viaggio riteniamo che non basta sapere che esistono più opzioni, bisogna capire quanto costano davvero, quanto sono pratiche e quali limiti hanno poi concretamente.
2. Meglio eSIM, SIM o pocket WiFi? La scelta giusta in base al tipo di viaggio
Se si viaggia da soli e si ha un telefono compatibile, nella maggior parte dei casi la eSIM è la soluzione più semplice per avere internet in Giappone. Non c’è nulla da ritirare quindi non c’è nulla da restituire e spesso si riceve tutto via QR code o app.
La SIM fisica continua ad essere la scelta migliore per chi vuole spendere poco e ha esigenze semplici. È meno immediata della eSIM, ma in alcuni casi costa meno, soprattutto se si accetta un piano con GB limitati e una durata definita. B-mobile, per esempio, propone ancora una visitor SIM molto essenziale e chiara nei prezzi, con 5 GB per 10 giorni a 1.980 yen (10 €) oppure 7 GB per 21 giorni al costo di 16 euro circa.
Il pocket WiFi, invece, è la soluzione migliore quando si viaggia con altre persone oppure, quando si hanno più dispositivi da collegare. In questo caso il vantaggio non è tanto il prezzo assoluto del singolo noleggio, quanto il fatto che si condivide una sola connessione tra telefoni, tablet e laptop. Resta però la soluzione meno semplice perché andrà ritirato, tenuto carico, portato dietro ogni giorno e poi restituito correttamente prima della partenza.
3. eSIM in Giappone: come funziona, vantaggi, limiti e quando conviene
La eSIM è una SIM digitale integrata nello smartphone. Non va inserita fisicamente e di solito si attiva tramite QR code, app o link inviato dal fornitore. Il vantaggio principale è la comodità. Non c’è da aspettare una spedizione, non c’è un dispositivo da ritirare in aeroporto e non c’è una riconsegna da fare. Per questo, oggi, per un viaggiatore singolo la eSIM è spesso la soluzione più gettonata.
Sakura Mobile vende una travel eSIM solo dati a circa 20 € tasse incluse, mentre Ubigi propone ad esempio 10 GB per 30 giorni a circa 15 €. Holafly si posiziona su un altro tipo di offerta, puntando su piani illimitati, con esempi pubblicati di circa 19 € per 5 giorni, 27,40 € per 7 giorni e 33,90 € per 10 giorni. Anche Airalo, sul proprio blog ufficiale, indica per il Giappone prezzi che partono da circa 4,10 € per 1 GB / 7 giorni e arrivano a circa 23,90 € per 20 GB / 30 giorni.
Il limite principale della eSIM è che non tutti gli smartphone la supportano e che non tutte le offerte funzionano allo stesso modo. Alcuni piani, per esempio, possono prevedere soglie di utilizzo o rallentamenti dopo un certo consumo dati giornaliero, quindi conviene sempre controllare bene i dettagli prima di acquistare. Oltre agli operatori giapponesi come Sakura Mobile, esistono anche provider internazionali molto usati dai viaggiatori, come Airalo, Holafly e Ubigi, con formule, prezzi e quantità di dati diverse a seconda della durata del viaggio e del tipo di utilizzo.
4. SIM fisica in Giappone: quando ha ancora senso e per chi
La SIM fisica non è affatto sparita come soluzione e per alcuni persone resta ancora una buona scelta. Ha senso soprattutto per chi vuole spendere meno, non ha uno smartphone compatibile con eSIM oppure preferisce evitare configurazioni digitali prima della partenza. Sakura propone una travel SIM dati a circa 20 € tasse incluse, mentre B-mobile ha un’impostazione ancora più semplice, con piani turistici a partire da 11 euro per 5 GB.
Il vantaggio della SIM fisica è che è facile da capire. Si compra, si inserisce e si può navigare subito in internet. Il rovescio della medaglia è che va ritirata appena si arriva o fatta consegnare, e bisogna controllare bene compatibilità e tempi. Compagnie come B-mobile prevedono la possibilità di farsela consegnare in aeroporto oppure in Hotel, inoltre c’è da considerare che la visitor SIM è solo dati, con hotspot disponibile ma senza la possibilità di effettuare chiamate.
5. Pocket WiFi in Giappone: come funziona, vantaggi, limiti e per chi conviene davvero
Il pocket WiFi è il classico router portatile che crea una rete WiFi privata a cui collegare smartphone, pc e altri dispositivi. Non è la soluzione più comoda in assoluto, ma può diventare molto intelligente se si è in due o più persone e si vuole condividere un’unica connessione. In questi casi il vantaggio non è solo tecnico, ma anche organizzativo perché invece di attivare più piani separati, si gestisce un solo dispositivo.
Il suo limite principale è di carattere pratico. Va caricato, può scaricarsi nei momenti meno opportuni e, a differenza della eSIM, richiede anche un ritiro e una restituzione. Un fornitore con ottime recensioni (e che abbiamo utilizzato anche noi) è Ninja WiFi che permette pick-up e return gratuiti nei principali aeroporti internazionali e fornisce poi tutte le informazioni per la riconsegna che va fatta prima dei controlli di sicurezza, perché i box di raccolta si trovano fuori dall’area dei gate.
Anche sui pocket WiFi bisogna fare attenzione alla parola “unlimited”. Ninja WiFi, per esempio, distingue chiaramente tra piani da 1 GB, 3 GB, 5 GB e 10 GB al giorno, oltre a un piano “Infinite Unlimited”. Sul sito ufficiale i prezzi pubblicati partono da circa 2,40 € al giorno per 1 GB/giorno, salgono a circa 4,20 € per 3 GB/giorno, 6 € per 5 GB/giorno, 7,20 € per 10 GB/giorno e arrivano a circa 10,80 € al giorno per l’Infinite Unlimited del piano 1 device. Lo stesso sito precisa anche che un uso eccessivo in un certo periodo può portare a restrizioni di velocità nelle ore di punta.
6. Costi reali: quanto si spende con eSIM, SIM e pocket WiFi
Se si guardano i prezzi, la fascia più economica oggi è quella delle SIM fisiche limitate o delle eSIM con pochi GB. Sono soluzioni che vanno bene se si usa internet in modo normale, senza condividere l’hotspot in modo continuo e senza streaming pesante.
La fascia media è quella delle eSIM che offrono più comodità o più dati. Airalo, secondo il blog ufficiale del brand, arriva fino a 20 GB per 30 giorni a circa 22,60 €, mentre Ninja WiFi per le eSIM ha, ad esempio, 5 GB per 5 giorni a circa 16,90 € e 10 GB per 5 giorni a circa 24,50 €. In questa fascia si entra già in una logica più comoda per chi usa mappe, social, traduzioni, prenotazioni e magari anche qualche hotspot occasionale.
La fascia alta è quella dei piani illimitati o quasi illimitati, pensati per chi non vuole preoccuparsi del consumo dati. Holafly punta proprio sui piani illimitati, mentre Sakura precisa che la sua eSIM unlimited prevede una soglia di utilizzo giornaliera: dopo 3 GB al giorno la connessione non si blocca, ma rallenta. In pratica, quindi, “illimitato” non sempre significa velocità massima senza limiti per tutto il tempo.
In pratica, per una persona sola che vuole fare tutto in autonomia, la eSIM tende a essere la scelta più semplice per avere internet in Giappone. Per una coppia, dipende, due eSIM spesso restano la soluzione più semplice, ma un pocket WiFi può avere senso se si vuole condividere una connessione unica. Per una famiglia con più dispositivi, il pocket WiFi può tornare molto utile, ma bisogna mettere in conto il noleggio, la batteria e la restituzione. Se vuoi inquadrare meglio il budget complessivo, qui trovi il nostro approfondimento su quanto costa un viaggio in Giappone.
7. I principali fornitori da considerare
Nel caso delle eSIM, oggi si possono distinguere due grandi categorie. Da una parte ci sono i fornitori locali giapponesi, come Sakura Mobile e Ninja WiFi, che vendono soluzioni pensate specificamente per chi viaggia in Giappone e spesso offrono anche supporto in inglese e indicazioni dettagliate su compatibilità. Dall’altra ci sono i provider internazionali, acquistabili interamente online prima della partenza, come Airalo, Ubigi e Holafly. Airalo punta molto sulla flessibilità dei pacchetti dati, Ubigi su piani competitivi e attivazione digitale, mentre Holafly è più orientata a chi preferisce formule unlimited e una gestione molto semplice da remoto.
Per quanto riguarda le SIM fisiche, i riferimenti più concreti restano soprattutto i fornitori locali, perché sono quelli che gestiscono meglio consegna, ritiro e assistenza sul territorio. B-mobile è una delle opzioni più facili da leggere per chi vuole un piano semplice e abbastanza economico, mentre Sakura Mobile ha un taglio più travel e una struttura più completa anche sul fronte compatibilità e supporto. In questo caso la differenza vera rispetto alle eSIM internazionali è che qui entra in gioco la parte logistica: dove ritirare la SIM, con quali tempi e con quali modalità di consegna.
Tra i pocket WiFi, invece, i nomi da considerare sono soprattutto Ninja WiFi, Sakura Mobile e Japan Wireless, cioè operatori con una presenza più radicata in Giappone e servizi costruiti attorno a ritiro, consegna e restituzione del dispositivo. Ninja WiFi è uno dei riferimenti più famosi per la rete capillare dei punti di pick-up e return, mentre Sakura consente il ritiro in aeroporto, hotel, ufficio e indirizzi residenziali.
8. Ritiro, consegna, restituzione: cosa sapere prima di scegliere
Questo è uno dei punti più sottovalutati, ma nella pratica incide tantissimo sulla scelta della soluzione migliore per avere internet in Giappone. Se si prende una eSIM, il problema non esiste, non c’è nulla da ritirare e nulla da restituire. Se invece si sceglie una SIM fisica o un pocket WiFi, bisogna capire bene dove si ritira il prodotto e come si chiude il noleggio o la consegna. Prima di partire, ricorda anche di controllare i documenti per entrare in Giappone così da evitare errori o dimenticanze.
Sakura Mobile permette il ritiro nei principali aeroporti internazionali come Narita, Haneda, Kansai e Fukuoka, ma anche la consegna in hotel, ufficio o indirizzo residenziale. Per molti la consegna in hotel è una delle soluzioni più comode, perché si arriva, si fa il check-in e si trova già tutto pronto.
Anche B-mobile consente il ritiro in airporto, post office, oppure la consegna in hotel, casa o ufficio. È un dettaglio importante perché, se l’arrivo è molto tardi o si cambiano aeroporti, il ritiro in hotel può risultare molto più rilassato rispetto a una corsa al banco appena atterrati.
Per i pocket WiFi, la restituzione va capita bene prima dell’acquisto. Ninja WiFi ricorda che il return in aeroporto va fatto prima della security. Sakura usa una busta prepagata per il rientro e segnala che, se la si perde, bisogna comprarne una nuova da 600 yen. Japan Wireless adotta una logica simile, fornisce una busta prepagata e permette di lasciare il pacco all’ufficio postale o in una post box, anche in aeroporto, sempre prima dei controlli di sicurezza.
9. FAQ – Domande frequenti
9.1 Il WiFi gratuito in Giappone basta per tutto il viaggio?
Di solito no. Può essere utile in aeroporto, hotel e in alcune aree urbane, ma per muoversi senza interruzioni è molto più sicuro avere una eSIM, una SIM o un pocket WiFi.
9.2 Posso attivare una eSIM prima di partire per il Giappone?
Sì, in molti casi si può attivare o almeno configurare prima della partenza tramite QR code, app o link del provider, purché il telefono sia compatibile e sbloccato.
9.3 Il pocket WiFi in Giappone va restituito?
Sì, il pocket WiFi a noleggio va restituito. Alcuni provider accettano il reso in aeroporto, altri usano una busta prepagata da lasciare in una post box o all’ufficio postale. In ogni caso, va fatto prima dei controlli di sicurezza.
9.4 Conviene di più una eSIM o un pocket WiFi in Giappone?
Per una persona sola conviene quasi sempre la eSIM, perché non richiede ritiro né restituzione. Il pocket WiFi ha più senso per coppie, famiglie o gruppi che vogliono condividere una sola connessione tra più dispositivi.
9.5 Quanto costa internet in Giappone per un turista?
I prezzi partono da circa 10,80 € per una SIM fisica limitata come B-mobile, da circa 18 € per una eSIM Sakura, da circa 14,30 € per 10 GB / 30 giorni con Ubigi e da circa 2,40 € al giorno per un pocket WiFi Ninja da 1 GB al giorno. I piani illimitati costano di più e vanno letti con attenzione.

