Per entrare a Bali nel 2026 occorre distinguere quattro elementi diversi: il visto turistico per l’Indonesia (VOA o e-VOA), la All Indonesia Arrival Card con QR code, la tassa turistica specifica di Bali (Bali Tourist Levy) e, come parte collegata alle procedure di arrivo, le informazioni richieste in fase di ingresso che possono essere riassunte con il termine dogana. Sono tutti passaggi distinti, con portali ufficiali diversi, e l’errore più comune è pensare che solo il visto copra tutto.
Questa guida serve a chiarire cosa è obbligatorio, quando farlo e quali conferme salvare prima di mettersi in viaggio, così da arrivare a Denpasar con documenti e ricevute già pronti e ridurre tempi e imprevisti ai controlli.
- 1. Visto VOA ed e-VOA: differenze pratiche
- 2. Bali Tourist Levy: la tassa turistica da circa 8 euro
- 3. All Indonesia Arrival Card: la dichiarazione digitale di arrivo e come si ottiene il QR code
- 4. Checklist pre-partenza: ordine consigliato e documenti da avere pronti
1. Visto VOA ed e-VOA: differenze pratiche
Il visto “VOA” si ottiene e si paga al momento dell’arrivo in aeroporto. L’e-VOA è lo stesso visto richiesto online prima della partenza tramite il portale governativo dell’immigrazione. Nel portale ufficiale è indicato che la permanenza massima è di 30 giorni e che questa tipologia copre diversi fini, dal viaggio d’affari al turismo. Il costo è di 500.000 IDR, che corrisponde indicativamente a circa 25 euro in base al cambio del periodo.
C’è una nota spesso sottovalutata quando si viaggia con bambini o neonati: anche i minori devono avere un visto turistico dedicato. Vale la pena controllare questa condizione con attenzione prima della partenza, perché è una delle cause più frequenti di blocchi al check-in. Un altro punto pratico riguarda i siti non ufficiali e quindi non riconosciuti. Esistono infatti portali che offrono la procedura come un servizio chiedendo un sovrapprezzo. La strada più semplice per evitare errori e costi inutili è usare sempre il portale istituzionale dell’immigrazione e verificare che il dominio sia quello governativo.
La scelta tra VOA ed e-VOA è soprattutto organizzativa. L’e-VOA tende a velocizzare l’ingresso perché riduce i passaggi all’arrivo, la richiesta viene completata prima e il visto si scarica una volta approvato. Il VOA resta la soluzione migliore per chi preferisce gestire tutto in aeroporto, ma in alcune fasce orarie le code possono allungare molto il tempo necessario per uscire dall aeroporto.
Infine, per completezza, è utile ricordare che il visto turistico è legato ai giorni effettivi di permanenza. In caso di viaggio “tirato” sulle date, conviene evitare di ridursi all’ultimo giorno per qualunque estensione o modifica, perché le pratiche richiedono tempo e una pianificazione minima.
2. Bali Tourist Levy: la tassa turistica da circa 8 euro
Oltre al costo del visto, che è statale e riguarda l’Indonesia in generale, per chi entra a Bali è prevista una tassa locale chiamata Bali Tourist Levy o “Foreign Tourist Levy”. È una tassa provinciale che riguarda esclusivamente Bali e non sostituisce né il visto per l’Indonesia né le dichiarazioni di arrivo. L’importo è pari a 150.000 rupie a persona, cioè circa 8 euro, e si paga una sola volta.
Il canale ufficiale per pagare online è il portale Love Bali, disponibile anche come app. La procedura è fortunatamente piuttosto semplice, si inseriscono numero di passaporto e dati anagrafici, si indica una email e la data di arrivo, poi si procede al pagamento. Al termine viene generata una ricevuta o voucher, che può essere richiesto durante i controlli.
Qui conta soprattutto la gestione anti-imprevisto. Il voucher sarebbe meglio salvarlo in una forma consultabile anche senza connessione, perché il Wi-Fi aeroportuale non è sempre affidabile e la ricerca della mail in quel momento può diventare sempre complicato. Love Bali comunque mette anche a disposizione una funzione di recupero o reinvio del voucher tramite inserimento di alcuni dati, tra cui quelli del passaporto. Si tratta sicuramente di un servizio molto utile da conoscere, perché risolve il problema più comune della ricevuta smarrita.
Se l’ingresso nel paese avviene a Jakarta o in un’altra città e poi si prosegue per Denpasar con un volo interno, la tassa resta legata a Bali: quindi ha senso pagarla e conservare la ricevuta comunque, perché può essere verificata in relazione alla permanenza sull’isola, non al punto in cui avviene l’immigrazione.
3. All Indonesia Arrival Card: la dichiarazione digitale di arrivo (novità dal 2025) e come si ottiene il QR code
Dopo visto e tassa locale c’è un altro adempimento: la All Indonesia Arrival Card, introdotta a partire dal 2025. Questa non è un visto e non sostituisce in alcun modo il VOA o l’e-VOA. È una dichiarazione digitale di arrivo da compilare online prima di atterrare, attraverso il portale ufficiale All Indonesia. In fase di compilazione vengono richiesti i dati personali e del passaporto, i dettagli del viaggio e dell’alloggio. Al termine dell’invio il sistema genera un QR code, che andrà mostrato ai controlli.
La raccomandazione è quella di completare la procedura entro i tre giorni precedenti l’arrivo. Anche qui la differenza tra un arrivo tranquillo e senza particolari problemi e un arrivo con intoppi è spesso la stessa: salvare il QR in modo offline (screenshot o PDF) insieme al visto e alla ricevuta della levy, così da non dipendere dalla rete del momento.
Se il QR non è consultabile sul telefono o non è stato salvato, esiste anche qui la funzione ufficiale di recupero della submission sul sito All Indonesia, utile per riscaricare la prova di compilazione inserendo i dati richiesti dal sistema. È una rete di sicurezza importante, soprattutto quando la compilazione viene fatta con largo anticipo e poi la conferma si perde tra email e screenshot.
Una nota utile per non creare confusione: nella pratica, All Indonesia è il “contenitore” digitale legato all’arrivo. Per questo è la sezione giusta in cui ricondurre tutto ciò che riguarda le informazioni richieste all’ingresso, senza aprire capitoli separati che rischiano di far pensare a ulteriori procedure autonome.
4. Checklist pre-partenza: ordine consigliato e documenti da avere pronti
Sembra superfluo, ma è la parte che evita più problemi. Appena il viaggio viene confermato conviene verificare il requisito che regge tutta la partenza: il passaporto deve avere validità residua di almeno 6 mesi. Quando la data è ravvicinata, questo controllo va fatto ancora prima di prenotare, perché è l’unico elemento che può rendere inutili voli e hotel senza possibilità di rimedio last minute.
Sistemato il passaporto, è utile decidere la modalità di visto: gestione in aeroporto (VOA) oppure richiesta online (e-VOA) tramite il portale ufficiale eVisa. In caso di e-VOA, una volta ottenuto il documento, conviene salvarlo anche offline e stamparne una copia. È una precauzione semplice, ma riduce molto lo stress quando il telefono non prende o si scarica nel momento sbagliato.
Nelle 72 ore prima dell’arrivo va compilata l’All Indonesia Arrival Card dal sito ufficiale, così da ottenere il QR. Anche in questo caso è prudente salvare il QR offline e, se possibile, tenerlo insieme al documento del visto nella stessa cartella sul telefono.
Prima dell’arrivo, o in prossimità della partenza, va pagata la tassa turistica di Bali sul portale Love Bali, conservando la ricevuta. Se la ricevuta non viene salvata o non è più reperibile, la funzione di recupero sul portale può risolvere il problema, ma è preferibile non arrivare in aeroporto contando su quel passaggio.

