Portare un drone negli Stati Uniti è semplice solo se sai distinguere due cose: che tipo di volo stai facendo (ricreativo o non ricreativo) e che tipo di spazio aereo hai sopra la testa (non controllato vs controllato). Da lì in poi la “burocrazia” diventa una checklist chiara: test, eventuale registrazione, Remote ID, app per verificare dove puoi volare e (se serve) autorizzazione LAANC.
Questa guida è pensata per chi viaggia e vuole girare contenuti in modo regolare, senza improvvisare e rischiare spiacevolissimi inconvenienti.
Indice dei contenuti
- 1. Prima domanda: volo ricreativo o no?
- 2. Prima di iniziare: prepara i dati che ti serviranno
- 3. Step 1: Ottenimento del TRUST (obbligatorio)
- 4. Step 2: Registrazione FAA, quando serve e come funziona
- 5. Step 3: Remote ID, cosa verificare e come inserirlo correttamente
- 6. Step 4: Scarica le app giuste (B4UFLY) per sapere dove puoi volare
- 7. Step 5: Se sei vicino a un aeroporto, LAANC (autorizzazione prima del decollo)
- 8. Dove spesso NON si può volare: National Parks (e perché va controllato prima)
- 9. Checklist finale
- 10. FAQ: Drone negli Stati Uniti (domande frequenti)
- 10.1 Posso portare il drone negli Stati Uniti?
- 10.2 Devo registrare il drone se viaggio negli USA come turista?
- 10.3 Cos’è il TRUST e devo farlo anche se sono straniero?
- 10.4 Il TRUST scade?
- 10.5 Cos’è il Remote ID e quando è obbligatorio?
- 10.6 Come faccio a sapere se il mio drone è Standard Remote ID?
- 10.7 Quale app devo scaricare per sapere dove posso volare negli USA?
- 10.8 Posso volare con il drone vicino a un aeroporto?
- 10.9 Cos’è LAANC e quando serve?
- 10.10 Posso volare con il drone nei National Parks?
- 10.11 Esistono eccezioni o permessi nei parchi nazionali?
- 10.12 Se il mio drone è registrato fuori dagli USA posso volare lo stesso?
- 10.13 Qual è l’errore più comune dei turisti con il drone negli Stati Uniti?
- 11. Conclusione
1. Prima domanda: volo ricreativo o no?
Negli USA cambia tutto in base allo scopo del volo.
a. Ricreativo (Exception for Limited Recreational Operations): ovvero i classici voli per hobby e senza scopo di lucro.
b. Non ricreativo (Part 107): quando invece il volo ha uno scopo diverso dal puro divertimento e il fine ultimo può essere l’utilizzo delle riprese a scopo commerciale.
Nota pratica importante ma anche abbastanza banale: una registrazione fatta come ricreativo non vale per volare sotto Part 107.
2. Prima di iniziare: prepara i dati che ti serviranno
Prima ancora di aprire i siti FAA (Federal Aviation Administration) per iniziare la procedura è meglio raccogliere queste informazioni in modo da risparmiare tempo:
a. Peso del drone (sotto o sopra 250 g).
b. Seriale/Remote ID (o del drone “Standard Remote ID” o del modulo Remote ID, se lo usi).
3. Step 1: Ottenimento del TRUST (obbligatorio per il volo ricreativo)
Se voli negli USA sotto la categoria “recreational flyer”, devi completare il TRUST (The Recreational UAS Safety Test) prima di far volare il drone e devi poter mostrare la prova del superamento se richiesta da membri della FAA o forze dell’ordine.
1) Dove si fa (e perché non lo fai “sul sito FAA”)
Il TRUST si svolge online, ma non viene erogato direttamente dalla FAA, la FAA infatti fornisce i contenuti ma il test viene distribuito tramite dei TRUST Test Administrators approvati. Bisogna solo scegliere uno di questi partner autorizzati e fare il test sulla loro piattaforma.
2) Come scegliere il Test Administrator (in pratica)
Occorre andare sulla pagina FAA del TRUST e aprire la lista dei “FAA Approved TRUST Test Administrators” raggiungibile a questo link e sceglierne uno qualsiasi: il test è lo stesso e non fa alcuna differenza, noi di Amore in viaggio abbiamo scelto i Boy Scouts of America perché il nome era troppo evocativo.
3) Come funziona il test (punto cruciale: non “fallisci”)
Il TRUST è fortunatamente gratuito tramite il sito di tutti i partner approvati e il funzionamento è piuttosto semplice. Le domande sono correggibili al 100% prima che venga emesso il certificato: quindi l’obiettivo non è “bocciare”, ma far completare correttamente il percorso.
4) Cosa fare appena terminato (questa parte è fondamentale)
Alla fine occorre scaricare il certificato del completamento del corso, salvarlo sul telefono o meglio ancora stamparlo per averne anche una copia cartacea.
5) Se lo perdi, non si recupera: va rifatto
Se si perde il certificato non c’è modo di recuperarlo, andrà rifatto da capo il TRUST per ottenerne uno nuovo. Gli amministratori del test infatti non tengono una copia dei certificati, quindi non puoi chiedere “me lo rimandate”. Sei tu responsabile di conservarlo e presentarlo quando richiesto.
4. Step 2: Registrazione FAA, quando serve e come funziona
Dopo il TRUST, il passaggio che fa davvero la differenza tra “sto facendo tutto in regola” e “sto improvvisando” è capire se devi registrare il drone. Negli Stati Uniti la regola è molto semplice e ruota attorno al peso: se il drone pesa più di 0,55 lb (250 g) e lo usi come recreational flyer, in genere la registrazione è richiesta.
Se invece sei sotto i 250 grammi e voli solo ricreativo, spesso si può rientrare nell’eccezione e non occorre registarlo.
Il punto importante è che la registrazione non è un dettaglio burocratico fine a sé stesso che si può sottovalutare, è ciò che collega te, come operatore, a quel velivolo in caso di controlli o incidenti.
Vista la sua importanza la FAA indica anche cosa devi fare una volta registrato: si deve avere una registrazione attiva, marcare il drone all’esterno con il numero di registrazione e portare con te la prova di registrazione quando voli.
4.1 Procedura di registrazione
Dal punto di vista pratico, si fa tutto su FAADroneZone raggiungibile a questo link, che è il portale ufficiale della FAA per registrazioni e richieste legate ai droni.
Si crea un account, si scegli il profilo corretto (ricreativo se voli sotto l’“Exception for Limited Recreational Operations”), si inseriscono i dati richiesti e si paga la fee. La notizia bella è che per l’uso ricreativo la FAA specifica che la registrazione costa 5 dollari, copre tutti i droni nel tuo inventario ed è valida 3 anni. Non si tratta quindi di un costo che si ripete e non ti obbliga a registrare un drone alla volta come nel caso Part 107 per uso commerciale.

5. Step 3: Remote ID, cosa verificare e come inserirlo correttamente
Il Remote ID è, in sostanza, una vera e propria targa digitale che il drone trasmette durante il volo. La cosa che serve davvero sapere in viaggio è in definitiva questa: se il drone è (o deve essere) registrato FAA, allora deve anche essere conforme al Remote ID. La FAA lo riassume in modo molto diretto e di impossibile fraintendimento: i droni che sono registrati o obbligati alla registrazione devono rispettare il Remote ID.
Cosa si deve verificare (senza impazzire)
Il controllo si fa in due passaggi logici.
Il primo è capire se, nel tuo caso, il drone richiede la registrazione. Se la risposta è sì, entra automaticamente in gioco anche il Remote ID (a partire dal 16 settembre 2023, salvo eccezione FRIA).
Il secondo è capire come sei conforme al Remote ID. Le strade pratiche sono tre:
Il drone è già un Standard Remote ID (cioè lo trasmette “di serie”, spesso dopo firmware aggiornato),
Oppure si usa un Remote ID broadcast module (un modulo esterno),
Oppure in ultimo si vola solo dentro una FRIA, che è un’area riconosciuta dove si può volare anche senza equipaggiamento Remote ID.
Il dato che ti serve davvero: il “Remote ID serial number”
Quando si deve registrare un drone su DroneZone, ti verrà chiesto il Remote ID serial number. La FAA specifica che questo numero può essere indicato sul dispositivo oppure sul controller.
Come inserirlo su FAADroneZone (Recreational Flyer)
Per chi vola come recreational flyer, la FAA descrive una procedura lineare dentro DroneZone. Dopo l’accesso a FAADroneZone, si apre la sezione Drone Owners and Pilots Dashboard e si verifica di essere nel pannello Recreational Flyer Dashboard. Da qui si entra in Manage Device Inventory, si seleziona Add Device e, alla richiesta relativa alle informazioni Remote ID, si indica Yes. A questo punto si sceglie la tipologia corretta dal menu: Standard Remote ID drone se il drone trasmette Remote ID in modo nativo, oppure Remote ID broadcast module se viene utilizzato un modulo esterno. Infine si inserisce il Remote ID serial number e si conferma l’aggiunta del dispositivo in inventario.
Per evitare errori, la FAA specifica che, nel profilo recreational, vanno inseriti in inventario tutti i droni Standard Remote ID e/o tutti i broadcast module utilizzati. Se un vecchio drone non conforme viene sostituito con uno conforme, l’inventario va aggiornato di conseguenza, gestendo anche la rimozione o la modifica dell’elemento precedente.
Se non sono disponibili informazioni Remote ID da inserire (ad esempio manca un Remote ID serial number), nella logica FAA la conformità passa attraverso l’operatività in FRIA, rispettandone i limiti e rimanendo all’interno dell’area per tutta la durata del volo.
6. Step 4: Scarica le app giuste (B4UFLY) per sapere dove puoi volare
Negli Stati Uniti la parte più delicata non è far decollare il drone, ma farlo nel posto giusto. Spesso è proprio qui che molti turisti sbagliano, perché Google Maps può dirti dove sei, ma non ti dice se sopra la tua testa c’è spazio aereo controllato, una restrizione temporanea o un’area dove il volo è limitato.
Per questo, prima ancora di pensare alle riprese, conviene installare almeno un’app del circuito B4UFLY, cioè i servizi che la FAA riconosce proprio per aiutarti a capire “dove posso volare”.
La FAA pubblica una lista di provider approvati (quindi affidabili come riferimento) e tra quelli trovi Airspace Link, Aloft, AutoPylot, Avision e UASidekick. In pratica: scegline uno, installalo e usalo come “controllo standard” ogni volta che arrivi in una nuova città o in un nuovo spot.
Appena installata l’app, il modo migliore per usarla non è aprirla cinque minuti prima del decollo ma configurarla una volta e poi farla diventare un’abitudine di viaggio.
La prima cosa è consentire la localizzazione, perché senza quella non avrai una lettura precisa dell’area. Poi vale la pena abituarsi a guardare la mappa con i livelli dello spazio aereo e gli eventuali avvisi: è il colpo d’occhio che ti fa capire subito se sei in un’area “semplice” o se rischi di essere vicino a un aeroporto e quindi dover passare allo step successivo, cioè una richiesta LAANC.
Infine, se hai già una traccia del tuo itinerario, salva i punti in cui pensi di volare (hotel, viewpoint, spiaggia, parcheggio) e controllali anche la sera prima: ti evita di arrivare sul posto e scoprire all’ultimo che lì non si può decollare o che servono autorizzazioni.

7. Step 5: Se sei vicino a un aeroporto, LAANC (autorizzazione prima del decollo)
Qui vale la pena essere molto chiari: anche se esiste una procedura ufficiale per ottenere un’autorizzazione, volare vicino a un aeroporto raramente è una buona idea. Non tanto perché sia “impossibile”, ma perché è una delle situazioni in cui è più facile commettere un errore, creare allarme o finire in un controllo. Inoltre, nelle aree aeroportuali ci sono più variabili: traffico aereo costante, limiti di quota molto stringenti, zone con restrizioni e possibilità che l’autorizzazione venga negata o concessa solo per finestre di tempo specifiche. Se puoi scegliere, in un viaggio è quasi sempre meglio spostarsi di qualche chilometro e trovare un punto in spazio aereo non controllato, dove voli con molta più tranquillità.
Detto questo, se ti serve davvero volare in prossimità di aree con spazio aereo controllato (tipicamente vicino agli aeroporti), negli Stati Uniti la FAA prevede LAANC: un sistema che consente di richiedere un’autorizzazione prima del decollo tramite fornitori/app approvati. La FAA specifica che LAANC è utilizzabile sia da chi vola sotto Part 107 sia dai Recreational Flyers e che l’accesso avviene tramite i FAA Approved LAANC UAS Service Suppliers.
La logica operativa è sempre la stessa, indipendentemente dall’app: apri un servizio LAANC approvato, selezioni l’area sulla mappa, imposti quota e durata del volo e invii la richiesta. Se arriva l’autorizzazione, devi attenerti esattamente ai limiti concessi.
Una cosa importante da chiarire nell’articolo: LAANC non è un “pass” che rende tutto automaticamente ok. È un’autorizzazione legata allo spazio aereo; resta tua responsabilità verificare che non ci siano altre restrizioni attive e scegliere comunque un punto di decollo sensato. In viaggio, la regola prudente rimane: se sei vicino a un aeroporto, considera seriamente di non volare e cerca un’alternativa più sicura e meno problematica.
8. Dove spesso NON si può volare: National Parks (e perché va controllato prima)
Quando si pensa agli Stati Uniti viene naturale associare i paesaggi incredibili alle foto e riprese spettacolari con il drone. Il problema è che, proprio nei luoghi più iconici (molti parchi nazionali, per non parlare delle città), l’uso del drone per i turisti è quasi sempre il punto in cui ci si scontra contro le regole.
La regola chiave da capire è questa: nei National Parks gestiti dal National Park Service (NPS), il divieto riguarda soprattutto il fatto di decollare, far atterrare o operare un drone da o su terre e specchi d’acqua amministrate dall’NPS. Non è un dettaglio da poco purtroppo, significa che la maggior parte dei luoghi turistici come parcheggi, viewpoint, sentiero rientrano quasi sempre nel perimetro del parco e quindi nel divieto.
Ecco perché è fondamentale controllare prima, spesso il turista arriva sul posto, vede un’area desolata e pensa che tutto sia possibile.
La cosa più utile dal punto di vista pratico, è seguire la logica indicata dall’NPS stesso: controllare il sito del parco specifico per capire se il volo è consentito. Se non é consentito l’unica alternativa é ottenere un permesso speciale.
I permessi purtroppo sono pensati per occasioni particolari come progetti scientifici o naturalistici. Proprio per questo, il controllo a priori serve a evitare la scena classica: arrivi, tiri fuori il drone, e scopri (o ti fanno notare) che non puoi nemmeno decollare.
9. Checklist finale
- Capire se il volo è ricreativo oppure a scopo commerciale Part 107.
- Ottenere il certificato del TRUST e salvare il certificato sul telefono.
- Se il drone è uguale o superiore a 250 grammi si fa la registrazione su DroneZone e si ottiene il numero.
- Sono Remote ID compliant e ho inserito correttamente il numero seriale del dispositivo nella richiesta.
- Ho una app B4UFLY (Airspace Link/Aloft/AutoPylot/Avision/UASidekick).
- Se sono in spazio aereo controllato ho richiesto LAANC prima del volo.
- Se vado in un National Park: controllo regole NPS/parco prima di pensare a qualsiasi altra cosa.
10. FAQ: Drone negli Stati Uniti (domande frequenti)
Posso portare il drone negli Stati Uniti?
Sì, puoi portare il drone negli Stati Uniti senza particolari divieti all’ingresso. Il punto critico non è il trasporto, ma come e dove lo utilizzi una volta arrivato. Prima del primo volo devi verificare se rientri nel volo ricreativo o Part 107 e rispettare gli step richiesti dalla FAA (TRUST, eventuale registrazione, Remote ID e controllo dello spazio aereo).
Devo registrare il drone se viaggio negli USA come turista?
Dipende dal peso e dall’uso. Se voli come recreational flyer e il drone pesa più di 250 g, in genere la registrazione FAA è richiesta. Se invece pesa meno di 250 g e voli solo per hobby, puoi rientrare nell’eccezione e non registrarlo. In ogni caso, se il drone deve essere registrato, scatta anche l’obbligo di conformità al Remote ID.
Cos’è il TRUST e devo farlo anche se sono straniero?
Il TRUST è il test di sicurezza obbligatorio per tutti i recreational flyers, indipendentemente dalla nazionalità. Se voli per hobby negli Stati Uniti, devi averlo completato prima del volo e devi poter mostrare il certificato se richiesto.
Il TRUST scade?
No, il certificato TRUST non ha una scadenza. Attenzione però, se lo perdi non può essere recuperato, quindi dovrai rifare il test da capo.
Cos’è il Remote ID e quando è obbligatorio?
Il Remote ID è una sorta di targa digitale che il drone trasmette durante il volo. È obbligatorio per i droni che sono o devono essere registrati FAA. Se il tuo drone rientra in questa categoria, devi assicurarti che sia Standard Remote ID, usare un modulo Remote ID oppure volare esclusivamente in una FRIA.
Come faccio a sapere se il mio drone è Standard Remote ID?
In genere i modelli più recenti lo sono di serie, spesso dopo un aggiornamento firmware. Il dato chiave è il Remote ID serial number, che trovi sul drone o sul controller. Se non hai un seriale Remote ID, non sei conforme e devi valutare FRIA o un modulo esterno.
Quale app devo scaricare per sapere dove posso volare negli USA?
Devi usare un’app del circuito B4UFLY, cioè i servizi approvati dalla FAA. Tra le più utilizzate ci sono Airspace Link, Aloft, AutoPylot, Avision e UASidekick. Sono fondamentali per capire se sei in spazio aereo controllato, se servono autorizzazioni o se ci sono restrizioni attive.
Posso volare con il drone vicino a un aeroporto?
In teoria sì, ma nella pratica è vivamente sconsigliato. Vicino agli aeroporti lo spazio aereo è spesso controllato, con limiti di quota molto bassi e maggiore probabilità di controlli. Se è davvero necessario, devi richiedere un’autorizzazione tramite LAANC prima del volo. Se puoi scegliere, è quasi sempre meglio allontanarsi e volare in spazio aereo non controllato.
Cos’è LAANC e quando serve?
LAANC è il sistema che consente di richiedere un’autorizzazione FAA per volare in spazio aereo controllato, tipicamente intorno agli aeroporti. La richiesta si fa tramite app/servizi approvati. LAANC non è un lasciapassare generale: vale solo per quell’area, per quella quota e per quella finestra temporale.
Posso volare con il drone nei National Parks?
Nella maggior parte dei casi no. Nei National Parks gestiti dal National Park Service è generalmente vietato decollare, far atterrare o operare droni da o su terre e acque del parco. Prima di andare, considera il drone “non utilizzabile” finché non trovi una conferma esplicita sul sito del parco specifico.
Esistono eccezioni o permessi nei parchi nazionali?
Sì, ma sono rare e pensate per usi specifici e autorizzati. Per un viaggiatore che vuole fare riprese ricreative, ottenere un permesso è poco realistico. Meglio pianificare alternative fuori dai confini del parco.
Se il mio drone è registrato fuori dagli USA posso volare lo stesso?
Sì, ma se il drone è foreign-registered e dotato di Remote ID, la FAA richiede l’invio di una Notice of Identification (NOI) prima di volare. L’NOI si invia gratuitamente tramite FAADroneZone.
Qual è l’errore più comune dei turisti con il drone negli Stati Uniti?
Pensare che basti “non dare fastidio” o affidarsi all’intuito. Negli USA il drone si usa seguendo procedure chiare: app B4UFLY, controlli prima del volo e rispetto delle aree vietate. Chi improvvisa rischia multe, sequestri o semplicemente di rovinarsi la giornata.

11. Conclusione
Volare con un drone negli Stati Uniti non è complicato, ma non è nemmeno un’attività da improvvisare. Una volta capiti i passaggi chiave: TRUST, eventuale registrazione FAA, Remote ID e uso delle app B4UFLY. Tutto diventa più lineare e gestibile, anche durante un viaggio itinerante. La vera differenza la fa l’approccio: informarsi prima, controllare sempre lo spazio aereo e accettare che in alcuni luoghi iconici il drone semplicemente non sia un’opzione.
Se stai organizzando un viaggio on the road o una vacanza naturalistica negli USA, considera il drone come uno strumento in più per fare foto e riprese spettacolari ma non come il protagonista assoluto. Molto spesso comunque basta spostarsi di qualche chilometro, scegliere un’area meno attenzionata e il volo diventa immediatamente più semplice e sereno.
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